Come leggono all’estero la mancata nomina di Marcello Foa alla guida della RAI

Politica

Come leggono all’estero la mancata nomina di Marcello Foa alla presidenza della RAI? Come una sconfitta. Umiliante. Ma andiamo per ordine.

“Berlusconi blocks Rome pick to lead broadcaster” scrivono e “Setback over choice for Rai shows tension between coalition and former premier”. “Berlusconi blocca la scelta di Roma per guidare” la Rai, è il titolo a metà della seconda pagina del Financial Times. 

Insomma, il caso al centro del focus straniero è l’alleanza in crisi. E il centrodestra in crisi lo è davvero, basta leggere le parole di Mara Carfagna, vice presidente della Camera e deputata di Forza Italia, in una intervista ad Avvenire: “I Cinquestelle ci stanno abituando al peggio e appena vedono una poltrona si siedono. Dalla Lega, però, ci aspettavamo correttezza e condivisione, non che decidessero nel segreto di un vertice a Palazzo Chigi il nome del presidente della tv di Stato senza nemmeno fare una chiamata al principale partito alleato. Continuo a credere che questa esperienza di governo debba essere considerata transitoria e che che la Lega si renderà presto conto che non può andare avanti così”. 

La maledizione è partita. La profezia è nefasta: la Lega è a rimorchio del M5s, non dura. 

Peccato che la vedono un po’ diversamente quelli del Financial Times. Molto più concentrati sull’aspetto strategico del ‘grande capo’ Mediaset. 

“Il governo italiano ha subito un’umiliante sconfitta, dopo che l’ex premier di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha rifiutato di sostenere il candidato della coalizione per guidare la Rai” scrivono. La situazione “mostra la tensione tra Berlusconi e la Lega, si evidenzia nel servizio. La mossa, che non ha niente di personale nei confronti di Foa, potrebbe essere dettata dalla volontà di Berlusconi, di “ottenere qualcosa per il suo partito”, si legge. “La performance della Lega alle elezioni ha permesso a Salvini di sorpassare Berlusconi e diventare il partner” forte “dell’alleanza con Forza Italia. Ma il tre volte premier non è abituato a svolgere un ruolo minore e si aspetta ancora di essere parte del processo decisionale”.

Insomma per il Ft trattasi di tattica, sul tavolo c’è qualcosa.

 

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