Pamela, parla Meluzzi: “Media oscurano caso Oseghale per razzismo che non c’è”

Interviste

Innocent Oseghale ha confessato di aver sezionato il corpo di Pamela Mastropietro. Lo ha fatto durante un interrogatorio davanti al procuratore capo di Macerata. Oseghale ha però rigettato l’accusa di omicidio e di violenza sessuale sulla ragazza, i cui resti furono ritrovati in due valigie nelle campagne intorno alla città marchigiana. Nelle ultime ore i social si sono scatenati, soprattutto perché c’è chi accusa i media di aver quasi fatto passare la notizia in sordina nel momento stesso in cui divampano le polemiche per i recenti episodi di presunto razzismo a danno di cittadini immigrati. Non ultimo il caso di Daisy, l’atleta di Moncalieri ferita ad un occhio dal lancio di un uovo. Gli inquirenti sembrano aver escluso la matrice razziale dietro l’aggressione. Lo Speciale ne ha parlato con il sociologo e psichiatra Alessandro Meluzzi.

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Innocent Oseghale avrebbe ammesso di aver fatto a pezzi il corpo di Pamela Mastropietro, ma negando sia lo stupro che l’omicidio. Un altro passo verso una verità che fatica a vedere la luce?

“Siamo di fronte ad un delirio comunicativo proprio di questi giorni, che ha portato a considerare razzismo ciò che non c’entrava nulla, e a far passare in secondo piano gli sviluppi di quello che io considero uno dei delitti più atroci operati dalla mafia nigeriana. Il razzismo è una concezione delle etnie della storia che porta un’etnia superiore a governare e ad opprimere tutte le altre. In Italia tutto questo non c’è. Si assiste soltanto alle legittime preoccupazioni per l’arrivo di settecentomila sconosciuti che i contribuenti italiani devono poi mantenere con conseguenze negative sull’ordine pubblico e le finanze dello Stato. Gli italiani sono giustamente preoccupati per la loro sicurezza, la loro salute e i loro conti. Altro che razzismo!”.

A questo punto cosa altro manca per fare piena luce sull’omicidio di Pamela?

“Oseghale mi sembra che continui a mentire, perché inchiodato alle sue responsabilità che probabilmente riguardano anche altre persone, ha ammesso soltanto una parte dei reati. Ma resto convinto che Pamela non sia morta di overdose, sia stata violentata e uccisa, colpita in testa e trapassata al fegato da una coltellata e che quindi la verità  sia ancora lontana. Mi inorridisce vedere come da parte del sistema mediatico non ci sia alcun interesse a fare piena luce su questo caso”.

C’è chi sui social accusa le Istituzioni di non aver mostrato nei confronti del dramma di Pamela la stessa indignazione mostrata verso episodi di violenza che hanno visto nelle ultime ore protagonisti cittadini immigrati e che comunque non hanno avuto la morte atroce della 18enne romana. Condivide?

Pamela è una martire. Anzi, mi spingo oltre definendola una martire della verità. Si tratta di una ragazza che era entrata in una comunità per risolvere i suoi problemi psichici e la sua dipendenza dalle droghe, ed è finita nelle mani di orchi che, sono certo, l’hanno massacrata, violentata e fatta a pezzi. Una ragazza innocente che è stata ritenuta quasi indegna di una citazione da parte di qualche rappresentante istituzionale. Nemmeno da parte di quelli che non hanno esitato ad indignarsi e protestare per tante altre vicende che definirei bagatellari, e che chiudono gli occhi di fronte alla vera grande emergenza del nostro Paese rappresentata dall’attività delle mafie nigeriane”. 

In queste ore però si sta parlando di emergenza razzismo anche con riferimento alla vicenda di Daisy, l’atleta di colore colpita a Moncalieri dal lancio di un uovo che l’ha ferita ad un occhio, nonostante gli inquirenti abbiano escluso finalità razziali dietro l’aggressione. Esiste davvero questa emergenza?

“Quello che sta avvenendo in questi giorni ha il sapore della montatura mediatica, utile a sostenere il migrazionismo di massa e il globalismo da parte di una larga fetta del mondo politico italiano, delle lobby cooperative, di parte consistente del mondo cattolico, che sembrano agire muovendo un’unica centrale informativa. Si vogliono depotenziare gli Stati sovrani e il diritto dei popoli a mantenere e difendere la propria storia, le proprie tradizioni e la propria cultura in favore di una sostituzione etnica di massa”.

Un’operazione anti-Salvini insomma?

“Non contro Salvini, ma contro il popolo italiano. Il ministro dell’Interno è soltanto il tentativo limitato e non ancora sufficiente di fronteggiare una tragedia che se non fermata in tempo porterà alla cancellazione dei popoli europei”.

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