#DaisyOsakue, alla fine è colpa dell’uovo: media silenti. Il pregiudizio dem è il nuovo razzismo

Politica

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Moncalieri, vicenda Daisy. Con quello che è successo ieri abbiamo scoperto che prima dell’uovo viene la gallina. E la gallina in questione è il vero razzismo.

Molto diverso dalla campagna mediatica anti-razzista in malafede che politici di sinistra, giornalisti Rai di sinistra, intellettuali ed esperti progressisti, hanno subito orchestrato e costruito a tavolino per infangare il governo giallo-verde, reo di creare un clima razzista, xenofobo, omofobo, fascista e via dicendo (sul banco degli imputati, ovviamente, i twitter e le azioni del ministro degli Interni Salvini.

E’ del resto, il solito modo di stare col fiato sul collo, che i diretti interessati chiamano libertà di opinione o esercizio di critica (a senso unico), unicamente quando a Palazzo Chigi c’è un esecutivo politicamente e culturalmente scorretto, rispetto al pensiero unico laicista, liberal e radical. Da Berlusconi a Salvini è stata ed è la stessa storia. Colpiti e massacrati dalla medesima strategia.

Peccato che le bugie abbiano le gambe corte e che le operazioni costruite e virtuali vengano clamorosamente smentite dalla stessa cronaca. Diventando un clamoroso autogol per chi le ha inventate. Tanto che gli italiani finalmente hanno capito che chi grida istericamente alle fakenews (perché spiegano altre verità) è lo stesso che crea le fakenews, ma quelle ufficiali, istituzionali.

La vicenda di Daisy iniziata con i clamori della grancassa razzista anti-Salvini è finita in burletta: niente razzismo, niente fascisti con la testa rasata, magari vicini a CasaPound, niente attivisti leghisti, ma figli annoiati della buona borghesia di provincia, uno dei quali addirittura rampollo di un esponente del Pd locale.

Troppo divertente in un certo senso: è l’eterogenesi dei fini. Questi ragazzini per passare il tempo, ci avevano preso gusto, avevano già colpito 7 volte e alcuni lanci di uova avevano avuto come bersaglio anche degli anziani, bianchi e italiani che naturalmente, non hanno fatto notizia, non servivano al sistema mediatico.

Una cosa è certa, il vero razzismo non è l’esasperazione di molti nostri connazionali costretti a convivere con migranti che rubano, spacciano e stuprano, parto di una politica fallimentare della sinistra circa l’integrazione (basata sul buonismo, il mito della società multirazziale e multiculturale, la religione del tutti dentro); non è nemmeno l’intolleranza che ormai serpeggia a 360 gradi e rappresenta il tasso di regressione culturale del nostro popolo (giovani contro anziani, intolleranza verso i diversi, i bassi, i grassi, i bianchi, i neri, i ricchi i poveri, i polentoni, i terroni etc), ma il “pregiudizio”. Quel pregiudizio figlio di un’intolleranza ideologica, di una superiorità morale che ha come protagonisti i “sinistri” e che si chiama sindrome di Voltaire (la pretesa religiosa di incarnare il bene, la morale, l’etica, la democrazia, l’uguaglianza, i diritti e dall’altra parte c’è il male).

Un pregiudizio che porta Rai e giornali a imbastire campagne di diffamazione, con panel totalmente sbilanciati, pieni zeppi di pensatori giusti, giornalisti giusti, studiosi e politici giusti, equilibrati e democratici. E che di fronte alla smentita (la verità su Moncalieri, gli autori del gesto, e anche le clamorose rivelazioni circa i precedenti penali della famiglia di Daisy, immediatamente utilizzata come simbolo di integrazione via etere), non solo non fanno meaculpa, ma minimizzano, fanno finta di niente, svicolano.

Perché la trasmissione della rai, Agorà Estate, oggi non ha organizzato una trasmissione per rettificare i fatti di Moncalieri, invitando di nuovo la giovane Daisy?
No, oggi ha trattato il tema del decreto-dignità, Olimpiadi, e altri spunti… per andare sempre contro il governo?
Gallina a parte, ora la stampa e la tv di parte, titolerà che l’uovo è solo uovo. Aggiungo io: rosso dem come il tuorlo.

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