Salvini-Orban, prove di “grande intesa” su migranti e “Lega delle Leghe”

Politica

In un clima di alta tensione si svolge oggi alle 17 presso la Prefettura di Milano l’annunciato incontro fra il Ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini e il premier ungherese Viktor Orban. Un incontro che sta mettendo in imbarazzo il premier Conte e il Movimento 5Stelle che temono un inasprimento dei rapporti fra Italia ed Europa.

Fra Salvini e Orban è chiaro l’obiettivo comune di creare un fronte sovranista in vista delle prossime elezioni europee del 2019 che includa anche le altre forze anti-europeiste presenti nei vari paesi della Ue, dall’estrema destra francese di Marine Le Pen a quella tedesca di Alternativa per la Germania. L’obiettivo è quello di poter costituire nel Parlamento di Strasburgo un gruppo nutrito ed in grado di condizionare le future scelte del governo europeo mettendo in crisi il dualismo Popolari-Socialisti che fino ad oggi ha determinato le sorti della Ue (anche se il premier ungherese ancora oggi fa parte del gruppo popolare seppur in posizione fortemente critica.

Un fronte nel quale potrebbe entrare anche Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni che non a caso è l’unica a complimentarsi con Salvini per l’incontro di oggi e ad auspicare un rafforzamento dell’intesa fra Italia e Ungheria. Da non dimenticare poi che la Meloni incontrò Orban già durante la campagna elettorale del 4 marzo proprio a testimoniare una contibnuità ideologica e una forte vicinanza di vedute.

Orban e Salvini concordano sulla necessità di difendere i confini nazionali, usare il pugno duro sull’immigrazione e cambiare la politica economica europea rivedendo i trattati e superando i vincoli imposti da Bruxelles agli Stati membri. Obiettivi che dovranno essere raggiunti con la costituzione di quella che Salvini a Pontida ha ribattezzato “Lega delle Leghe” ossia l’unificazione di tutte le forze che a vario titolo si oppongono alla politica monetaria e ai diktat dell’eurozona. Una Lega dove però difficilmente potranno entrare i sovranisti di sinistra, Podemos in Spagna o Varoufakis in Grecia che si starebbero già organizzando con un proprio progetto antagonista , antieuropeista ma alternativo al sovranismo di destra portato avanti dai vari Salvini, Orban, Le Pen. Proprio l’immigrazione è l’argomento di divisione fra gli anti-europeisti di destra e quelli di sinistra che difficilmente potranno convergere in un unico blocco.

Se ad unire Salvini e Orban c’è dunque una comune visione del futuro e la volontà di mettere in campo una strategia a breve e medio termine per affrontare le prossime elezioni europee e dare una scossa alla Ue, restano tuttavie le enormi distanze sul tema della ricollocazione dei migranti. L’Italia infatti sta battendo i pugni in Europa per far sì che Roma non sia lasciata sola nel farsi carico dell’accoglienza, ma proprio dai paesi di Visegrad, l’Ungheria su tutti, è arrivato fino ad oggi un secco no all’ipotesi di redistribuire gli immigrati. Il pugno duro di Salvini contro l’immigrazione è stato molto apprezzato da Orban che vede nel leader leghista un interlocutore e un alleato naturale contro l’Europa del duo Merkel-Macron: anche se di fatto poi la strategia del ministro dell’Interno italiano confligge di fatto con la chiusura delle frontiere da parte dei paesi dell’Est rendendo difficile quella redistribuzione che l’Italia chiede anche con misure drastiche come la chiusura dei porti e il divieto di sbarco dei migranti.

L’incontro fra Salvini e Ornan è visto con grande preoccupazione nel Movimento 5Stelle dove si sono affrettati subito a chiarire che non si tratta di un’iniziativa governativa ma esclusivamente politica. Salvini incontrerà insomma il premier ungherese unicamente come leader della Lega e non come ministro dell’Interno.

Luigi Di Maio da questo punto di vista è stato molto chiaro: “Per quello che mi riguarda – ha osservato – chi non aderisce ai ricollocamenti non ha diritto ai finanziamenti europei”.

Sono intervenuti anche i capigruppo 5S di Camera e Senato con una nota congiunta: “Quello di Salvini con Orban va considerato come un incontro solo ed esclusivamente politico e non, dunque, istituzionale o governativo – scrivono Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli – I Paesi che non aderiscono ai ricollocamenti e tutti quelli che nemmeno si degnano di rispondere alla richiesta d’aiuto dell’Italia, per noi non dovrebbero più ricevere i fondi europei. E tra questi, al momento, c’è anche l’Ungheria”. Una presa di posizione che sembra marcare la distanza del Governo dall’iniziativa di Salvini, ma anche la distanza del M5S dai progetti sovranisti del Ministro dell’Interno.

Se “Lega delle Leghe” ci sarà insomma, appare molto difficile che il M5S possa farvi parte, anche se non è ancora molto chiaro dove i pentastellati potranno andarsi a collocare, considerando che fino ad oggi la loro posizione in Europa è stata politicamente ambigua, a metà strada fra l’euroscetticismo di Farage tanto caro a Beppe Grillo, e l’europeismo ortodosso dell’Alde, il gruppo liberale cui Di Maio si sente ideologicamente vicino (nonostante il liberali europei abbiano rifiutato l’ingresso del M5S nel proprio gruppo). Ma alla fine la preoccupazione maggiore per i 5S è quella di tenere unito il Movimento che rischia di dividersi proprio sul rapporto con la Lega. 

L’incontro Salvini-Orban per altro arriva proprio nei giorni caldi della vicenda della nave Diciotti che ha già creato profondi malumori fra i 5S e forti divergenze con l’area di riferimento del presidente della Camera Roberto Fico. Prendere le distanze dall’iniziativa, per Di Maio è diventato quasi inevitabile.

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