Manovra, parla Rinaldi: “Rischio 2011 inesistente, sarebbe rivolta degli italiani”

Interviste

Sarà autunno caldo per il governo Conte? Iniziano ad emergere i primi contrasti sulla prossima Legge di Stabilità fra il ministro dell’Economia Giovanni Tria, deciso a tenere in ordine i conti dello Stato, e i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi di Maio decisi invece a mantenere le promesse elettorali su flat tax e reddito di cittadinanza. Tria starebbe cercando un asse con il Premier Conte con l’obiettivo di frenare la volontà di Lega ed M5S di sforare i parametri di Bruxelles pur di raggiungere i rispettivi obiettivi. Ad agitare le acque è intervenuto l’ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli a detta del quale flat tax e reddito di cittadinanza sarebbero provvedimenti impossibili da realizzare in assenza di coperture. Su tutto ciò aleggia lo spettro della speculazione finanziaria e il timore che lo spread schizzi alle stelle creando una situazione analoga a quella del 2011 che portò alla caduta del governo Berlusconi. Di tutto questo Lo Speciale ha parlato con l’economista Antonio Rinaldi, animatore del sito Scenari Economici e da sempre molto critico nei riguardi dell’euro e della politica finanziaria europea.

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Tria starebbe cercando un asse con il premier Conte per arginare le pretese del duo Salvini-Di Maio decisi a sforare i parametri europei. Cosa prevede e quale strategia vede da parte del Ministro dell’Economia?

“Il ministro Tria possiamo definirlo il padrone della borsa, quindi è logico che di fronte ad un contratto di governo che raccoglie e sintetizza le promesse elettorali, debba ergersi a custode dei conti facendo anche la voce grossa se necessario. Il suo compito è far quadrare i conti, quindi da un certo punto di vista è normale che si preoccupi di frenare certe richieste. Non dimentichiamo che l’Italia è osservato speciale da parte dell’Europa, delle agenzie di rating, degli investitori esteri, quindi qualsiasi tipo di manovra è oggetto di attenzione particolare. Non a caso alla televisione non sentiamo parlare mai delle manovre economiche di Francia e Germania, mentre noi siamo costantemente sotto i riflettori. Questo perché il governo Conte ha ribadito più volte di voler ribaltare il paradigma imposto dall’Europa, passando dall’austerità alla crescita”.

Vede all’orizzonte un braccio di ferro nel Governo fra Tria e i leader di Lega ed M5s?

“Tria cercherà di calmare gli animi e soprattutto l’Europa, ma sono certo che alla fine il giusto compromesso si troverà tenendo conto che il contratto di governo prevede la realizzazione di certi obiettivi nell’ambito dell’intera legislatura, cioè in cinque anni. Non c’è scritto che tutto dovrà essere realizzato nel primo anno, dalla flat tax al reddito di cittadinanza finendo con il superamento della Legge Fornero. Adesso si inizierà il percorso compatibilmente con le risorse disponibili, ossia sulla base di quanto si potrà ottenere in deficit. Sembra che l’Europa sia disponibile ad arrivare all’ 1,5, i due vicepremier insistono per arrivare al 3%, dovremo quindi valutare quanto questi provvedimenti potranno avere un riflesso effettivo sulla crescita. A quel punto si sarà pienamente titolati ad arrivare al margine massimo consentito. Badi bene che altri paesi della Ue come la Francia e la Spagna per anni hanno oltrepassato questo limite del 3%, e non solo non sono stati rimproverati ma hanno ottenuto degli effetti positivi nei risultati economici raggiunti”.

C’è chi paventa che sulla manovra si possa arrivare alla crisi di governo. Teme questo rischio?

“Sinceramente no. Bisogna capire cosa si intende per scontro. Che Tria alzi la voce ci sta, così come ci sta che Salvini e Di Maio puntino a portare a casa ciò che hanno promesso in campagna elettorale.  Chiunque si trovasse sulla sedia di Tria non potrebbe far altro che controllare bene i conti ed essere prudente”.

Intanto Cottarelli è tornato a ribadire che flat tax e reddito di cittadinanza sono insostenibili, numeri alla mano. Come risponde?

“Cottarelli dovrebbe ripassare molto bene le funzioni del moltiplicatore, poi posso anche rispondergli. Fra l’altro ricordo che in alcune situazioni di cui si è occupato il Fondo monetario internazionale, vedi la Grecia, la loro visione del moltiplicatore non ha propriamente funzionato nel modo migliore”.

C’è chi paventa un autunno caldo e teme uno scenario analogo al 2011.  Vede anche lei un assalto speculativo in agguato?

“Va fatta una comparazione dei dati macroeconimici fra il 2011 e la situazione odierna. All’epoca la bilancia dei pagamenti era in rosso, eravamo in profondo deficit con l’estero già dal 2010. Oggi è diverso, siamo in una fase diametralmente opposta e siamo addirittura in surplus di quasi 50 miliardi. Nel 2011 inoltre non c’era il quantitative easing della Bce e un meccanismo di assistenza ai titoli del debito sovrano. Non dimentichiamo infine che l’inquilino della Casa Bianca quell’anno si chiamava Obama mentre oggi si chiama Trump, e Trump ha intrapreso delle iniziative molto decise anche nei confronti dell’Unione Europea. Sono certo che se il presidente Usa potrà dare un supporto all’Italia, lo farà”.

Nessun Monti bis dunque?

“Nella maniera più assoluta, mancano soprattutto le condizioni politiche. Allora Monti fu salutato dal popolo italiano come una sorta di salvatore della patria, oggi il comune sentire degli italiani è molto diverso. Questo Governo ha un consenso superiore al 60%. Se nel 2011 l’opinione pubblica era favorevole a Monti perché sperava con lui di recuperare una situazione gravemente compromessa, oggi se si ripetesse uno scenario analogo, la gente scenderebbe in piazza. Un attacco speculativo da parte dei mercati con conseguente caduta dell’esecutivo e un ritorno alle urne, porterebbe l’attuale maggioranza giallo-verde a trionfare con oltre il 60%”.

La Lega però sta vivendo un momento di difficoltà molto grave, rischia di dover chiudere bottega e rifondarsi. Salvini cosa farà? Cercherà di rafforzare l’alleanza di centrodestra o punterà a saldare il legame con i 5S?

“Credo che oggi i paradigmi siano completamente ribaltati. La Lega ha tutto da guadagnare da queste vicende giudiziarie. Penso sia tutto carburante al motore del Carroccio. Basta scendere per la strada, parlare con la gente, per capire come il consenso intorno a Salvini cresca di giorno in giorno. Fino a prova contraria i voti si contano ma non si pesano. I calcoli di chi vuole contrastare il Governo dovranno essere fatti in maniera diversa, perché l’effetto potrebbe essere quello di un clamoroso boomerang”.

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