Il giorno della manovra. Perché il Governo cadrà

Politica

Da una parte, ci sono le fibrillazioni interne alla maggioranza: Salvini e Di Maio sono figli di posizioni e culture diverse. Li divide l’idea di sicurezza, di immigrazione, Europa, economia. E vengono tirati ogni giorno per la giacchetta.

I grillini stanno vivendo un autentico psicodramma: il presidente della Camera, Fico, rappresenta ciò che resta della loro fonte ideologica: la continuazione del moralismo di sinistra, l’attualizzazione della lotta di classe (da guerra contro i padroni a guerra contro il ceto politico, corrotto per definizione). Una lotta non più basata sulla coscienza collettiva di classe, ma sull’invidia sociale individuale. E come se non bastasse, arriverà prima o poi, dal ritiro sabbatico, Di Battista, a rimettere la bussola al punto di partenza del Movimento, se Di Maio, fallirà nella sua versione governativa, moderata e quasi di destra.

Ma nemmeno in casa leghista le cose vanno meglio. Salvini è stretto nella morsa tra due spinte intestine: chi pensa di incassare tutto il consenso (le mosse mediatiche anti-immigrati del vice-premier) facendo cascare il governo (con un altro incidente di percorso, tipo caso-Savona), e chi ipotizza un nuovo partito unico del centro-destra, modello Pdl a trazione ovviamente leghista.

Poi, c’è la leadership di Conte. Al momento sta reggendo bene come regista-notaio delle sue due anime. Barcamenandosi tra sovranismo e rassicurazioni. Ma alla lunga potrebbe essere colto da sindrome di inadeguatezza e farsi condizionare dal Quirinale. Bastonando i dioscuri di Palazzo Chigi ed entrando con loro in rotta di collisione.
Inoltre, dentro l’esecutivo ci sono gli uomini di Mattarella, guidati dal ministro dell’economia Tria. Per ora cercano di calmare i poteri forti sui conti, lo sforamento dei parametri, e la Ue. Se non ci riusciranno se ne andranno.

Infine, le scadenze: il Def, la legge di Bilancio, gli impegni europei, le riforme (flat tax, reddito di cittadinanza) e la gestione delle emergenze (terremoti, infrastrutture degradate, ponte-Morandi docet). Tutto senza soldi e coperture. E oggi c’è un Cdm fondamentale.

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