Marcello Foa, pensate che il caso fosse finito? Neanche per sogno

Politica

Eravamo rimasti qua: la Vigilanza Rai aveva bocciato la nomina di Marcello Foa a presidente della Rai. Il giornalista italo-svizzero aveva infatti ottenuto soltanto 22 voti a fronte dei 27 previsti per la convalida dell’elezione.

Partito Democratico, Liberi e Uguali e Forza Italia non avevano partecipato al voto. Una decisione, quella degli azzurri, che ha poi avuto pesanti ripercussioni nel centrodestra, con gli stessi elettori forzisti che non hanno compreso ancora le ragioni della bocciatura, considerando perfetto e indiscutibile il curriculum professionale di Foa.

La scelta di Berlusconi per ora non ha tenuto conto delle possibili conseguenze negative di una decisione come quella. La gente che si incontra nei bar o per la strada si domanda ancora cosa altro potesse volere Silvio, nel momento in cui è già possessore di canali televisivi di proprietà.

La risposta nessuno l’ha mai avuta, ma oggi veniamo a scoprire che il caso non è proprio chiuso.

Matteo Salvini, intervenendo ai microfoni di “Radio anch’io” su Radio Radio 1. ha prima messo in chiaro che “la Rai può dare tanto a cittadini, ma deve tornare ad essere il tesoro che è stata”, e poi il ministro dell’Interno ha anticipato che insisterà “su Foa, che la commissione di Vigilanza ha bloccato solo perché proposto da Salvini. Non mi sembra una ragione sufficiente”. 

Ma cosa c’entra questo discorso, Berlusconi ce l’aveva con lui allora, è uno sgarbo al leader leghista? Sembra troppo facile questa soluzione, ma sicuramente il braccio di ferro politico c’è stato.

La realtà è che neanche il il ministro dice la verità, non la può dire. Tuttavia non molla l’osso: “Non ho capito perché una persona nata a pane, giornalismo e Montanelli non possa lavorare per la Rai” ha ribadito, spiegando di essere “assolutamente tranquillo” al riguardo.

Che sia arrivato l’accordo con Silvio, proprio quello che il Cavaliere voleva? 

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