Populismi bene-male-detti. Che cos’è ‘The Movement’ di Bannon

Politica

Salvini è leader mondiale, è un simbolo come Trump. E’ la sintesi del pensiero di Steve Bannon, ex consulente del presidente Usa, in un’intervista al Messaggero.

“Salvini è un leader mondiale, un simbolo. Chiudendo i porti ha dimostrato che si può passare dalle parole ai fatti. Come Trump” ha detto circondato dai suoi in una suite dell’Hotel d’Inghilterra a Piazza di Spagna.

Bannon è a Roma per presentare il suo “The Movement” al quale ha aderito Salvini, alla vigilia del voto in Svezia, si tratta di una “libera associazione, un club” – dice lui – e spingeremo per formare un gruppo unico populista al Parlamento Europeo. Spingeremo per formare un gruppo unico populista al Parlamento europeo. Ma conta di più che i leader populisti, indipendentemente dai partiti, si incontrino prima dei vertici europei per prendere posizioni comuni”.

Ma qual è davvero il progetto di Bannon? E’ quello di “portare tutti i populisti sotto lo stesso tetto, dall’Europa agli Stati Uniti al Sud America, Israele, India, Pakistan, Giappone, per rappresentare la gente comune ovunque sia guardata dall’alto in basso e abbandonata alle elite”. E chi li finanzia? “Ci risiamo con l’ipocrisia dei media alla Guardian e Economist. Raccolgo dollari dalle persone, in Europa. Non dalla Russia” risponde lui. Ci crediamo?

E Di Maio e il governo? Per loro è tutto un elogio. Conte, dice, “è un premier simbolico, un notaio. Grazie a lui avete un governo di unità”. In Italia, aggiunge Bannon, “due partiti guidati da due giovani con grandi idee, Salvini e Di Maio, usano le tecnologie moderne in modo dinamico e hanno rottamato i vecchi politici di nord, sud, destra e sinistra, avendo contro tutti. Nessuno sa dove va questo esperimento, però mi impressiona il coraggio politico. Per stare insieme hanno rinunciato alle proposte più glamour. Le multinazionali, la City, la finanza hanno distrutto la classe medio-bassa che in Italia ha cominciato a ribellarsi. Un momento della Storia di cui si parlerà per cent’anni”.

 

 

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