ESCLUSIVA/Moscovici, parla Iannone (CasaPound): “Di Mussolini ce n’è uno solo”

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In Europa ci sono tanti “piccoli Mussolini”? Secondo il commissario europeo agli Affari economici, il socialista francese Pierre Moscovici, c’è l’urgenza assoluta di tenere questi soggetti sotto stretta osservazione e verificare il loro operato. Nomi non ne fa, ma appare evidente il riferimento ai leader europei che si richiamano al sovranismo, dall’ungherese Orban all’italiano Matteo Salvini. Gianluca Iannone, presidente nazionale di Casapound Italia (i cui militanti vengono definiti da media e stampa i fascisti del Terzo Millennio) parla a Lo Speciale e spiega perché a suo giudizio ogni paragone con il Duce oggi sarebbe improponibile.

Come risponde a Moscovici che ha denunciato la presenza di tanti “piccoli Mussolini” in crescita in Europa?

“Non esistono oggi dei Mussolini, piccoli o grandi in Europa. Sono dichiarazioni forzate e fuori luogo. Di Mussolini ce n’è stato uno soltanto, unico ed irripetibile oltre ad essere, secondo me, un grande personaggio della nostra storia. Il resto sono chiacchiere”.

Non vede nessuno in Europa oggi realmente paragonabile al Duce anche soltanto per carisma, determinazione, decisionismo? L’ungherese Orban per esempio? 

“Assolutamente no. Orban fa quello che ogni politico dovrebbe fare, ossia salvaguardare la propria nazione, difendere i propri confini, mettere i cittadini ungheresi al primo posto, avanti a tutti. Ma questo non è sufficiente per fare di lui un nuovo Mussolini”.

E Salvini? Lo hanno addirittura raffigurato impiccato a testa in giù come il Duce a piazzale Loreto. 

“Anche con lui ogni paragone sarebbe infondato. Penso si sia perso completamente il lume della ragione. Difendere i confini nazionali è sancito dalla Costituzione italiana. Nel momento in cui un ministro viene meno ad un giuramento fatto sulla carta fondamentale dello Stato e rinuncia a difendere i confini e la sovranità del proprio popolo, viene meno anche al ruolo primario che ogni politico dovrebbe compiere. Qui non si tratta più nemmeno di essere o meno fascisti”. 

Sta andando molto di moda equiparare sovranismo e fascismo. Ma quanto c’è effettivamente di analogo e quanto di diverso?

“Hanno in comune la stessa radice, ossia la priorità nazionale, intesa come difesa degli interessi primari del Paese e come protezionismo per ciò che riguarda i prodotti e le eccellenze nazionali. Poi sono diversi per mille cose. Quindi è assurdo evocare ogni volta fascismo e nazismo per tentare di allarmare l’opinione pubblica”.

In cosa si differenziano di più?

“Nel contesto storico. Da settant’anni andiamo avanti con questi finti allarmi, con il continuo gridare ‘al lupo al lupo’, come in una grande favola per bambini dove ci deve essere sempre l’orco cattivo. Il fascismo è inquadrato in un preciso contesto storico caratterizzato da situazioni particolari che oggi non ci sono. Tuttavia considero molte visioni del fascismo ultra moderne e realizzabili soprattutto per ciò che riguada l’aspetto sociale che si presenta molto più avanzato rispetto a quello contemplato in tante altre dottrine politiche. Poi ripeto, di Mussolini ce n’è stato uno, unico ed irripetibile. Non vedo in circolazione nessuno paragonabile a lui”.  

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