Ancora un giro di Tria, Di Maio e la questione fiducia

Politica

Specchio specchio delle loro brame, qual è il nodo della Manovra? Il reddito di cittadinanza ovviamente. Altro che Legge Fornero o Flat Tax. Neanche il rialzo dell’Iva sembra preoccupare più di tanto.

Il vice premier Luigi Di Maio ha fatto di tutto per mandare messaggi al ministro dell’Economia Tria che gli facessero capire l’importanza della misura per i grillini, che in campagna elettorale ci hanno messo la faccia e la promessa.

E’ questione di vita e di morte eppure il leader M5s oggi non è quello della scorsa settimana.

Mi fido di Tria ma dirigenti ci remano contro, è la sostanza dell’intervista a Il Fatto Quotidiano. E col Ragioniere generale dello Stato? Come vanno i rapporti? “L’ho visto solo una volta, non è questione di persone. Ci conosceremo meglio” dice.

Certo, ormai Di Maio fa “controllare ogni norma ai collaboratori” perché la fiducia per Di Maio è qualcosa che si conquista nel campo.  Il problema non è comunque il ministro Tria di cui si fida, ma il fatto che “nella viscere dello Stato ci sono dirigenti che ci remano contro” afferma il vicepremier.

Eppure non solo la manovra gli toglie il sonno. C’è la polemica sull’audio del portavoce del Premier,  Rocco Casalino, che per qualcuno non è affatto casuale come vogliono far credere i pentastellati, e c’è da mandare un messaggio ai poteri forti che comandano nei ministeri.

Di Maio difende il loro uomo della comunicazione: “C’è grande ipocrisia. Tutti ci arrabbiamo e capita di dire parolacce in conversazioni private” afferma, e “Rocco era arrabbiato, perché sa quello che ci succede”.

“Il problema non è con alcune figure, e tanto meno con il ministro Tria, di cui ci fidiamo” prosegue il Vicepremier “ma ci sono tanti dirigenti dentro i ministeri che non possiamo toccare, e che rallentano o complicano il lavoro. Per me la Pubblica amministrazione deve essere indipendente , ma in questi anni ci ha messo mano la politica”.

 

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