DL Sicurezza approvato: cosa cambia misura per misura e polemiche

Politica

Sicurezza e Immigrazione, alle 12.38 il Consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità! Sono felice” ha scritto su Facebook il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

Per Salvini è un decreto “per combattere con più forza mafiosi e scafisti, per ridurre i costi di un’immigrazione esagerata, per espellere più velocemente delinquenti e finti profughi, per togliere la cittadinanza ai terroristi, per dare più poteri alle Forze dell’Ordine. Dalle parole ai fatti, io vado avanti!” come scrive lui stesso.

Ma andiamo a vedere LE MISURE

Il daspo urbano

Il daspo urbano potrà riguardare anche aree su cui insistono presidi ospedalieri. Confermate la misura che estendono il daspo ad aree quali mercati e fiere e per le manifestazioni sportive ai soggetti sospettati di far parte di organizzazioni di terrorismo internazionale.

Daspo corrotti 

Per il Daspo per i corrotti non si aspetterà più il terzo grado di giudizio. E’ una delle misure ottenute dal M5S , a quanto apprende l’Adnkronos. “Saremo più giustizialisti”, la convinzione che filtra dai vertici pentastellati

Cittadinanza

Via la cittadinanza solo in caso di condanna definitiva per terrorismo. La misura finale approvata dal Cdm nel dl sicurezza è stata voluta dai 5 Stelle che hanno fatto pressing, sempre secondo quanto riferito all’Adnkronos, affinché nel testo fosse prevista la condanna definitiva per togliere la cittadinanza a chi si macchia di reati di terrorismo.

Espulsione

Per espellere dall’Italia un richiedente asilo serve anche la pericolosità sociale e non solo l’essere sottoposto a procedimento penale. Viene riferito da fonti grilline, in sede di discussione in Cdm sul dl sicurezza e riportato sull’Adnkronos

La polemica

Refugees Welcome Italia esprime “forte preoccupazione per le misure contenute nel decreto immigrazione in discussione oggi al Consiglio dei Ministri. Ridimensionamento dello Sprar – fiore all’occhiello del sistema di accoglienza italiano – abolizione della protezione umanitaria, esclusione dei richiedenti asilo dai servizi per l’integrazione, incremento dei grandi centri e stretta sulla concessione della cittadinanza: sono alcune delle misure contenute nel provvedimento che, se approvato senza alcuna modifica, ridisegnerà – secondo l’associazione – l’architettura del sistema nazionale di accoglienza in senso negativo”.

“Questo decreto” ha sottolineato Fabiana Musicco, presidente dell’associazione che promuove l’accoglienza in famiglia di rifugiati e titolari di protezione “rappresenta un preoccupante passo indietro. Invece di potenziare il sistema di accoglienza diffusa gestito dagli enti locali, che ha favorito, in questi anni, reali processi di inclusione per richiedenti asilo e titolari di protezione, si sceglie di rafforzare la logica emergenziale dei grandi centri che, oltre a non garantire alcuna integrazione, genera spesso, a causa dei pochi controlli, abusi e malversazioni”.

Ad allarmare Refugees Welcome Italia è soprattutto l’ abolizione della protezione umanitaria, un permesso di soggiorno che lo Stato italiano riconosce a coloro che, pur non avendo i requisiti per ottenere la protezione internazionale, presentano comunque delle vulnerabilità tali da richiedere una forma di tutela. “Nel nostro progetto”, prosegue Musicco, “accogliamo diversi ragazzi con protezione umanitaria e conosciamo bene le loro storie. Sono giovani che hanno subito abusi e violenze indicibili nei paesi in cui sono transitati per giungere in Italia, specie in Libia. Alcuni, come Samuel o Abdou, sono ex minori non accompagnati, arrivati senza genitori o parenti. Ci sono donne sole, come Blessing, mamma di una bimba di 10 mesi. Questo tipo di protezione è un modo per tutelarli, per consentirgli di costruirsi una nuova vita in Italia e di non interrompere il percorso di inserimento nel nostro Paese”.

 

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