Aquarius, ci risiamo. Ma stavolta punta la Francia che risponde picche

Esteri Politica

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Aquarius punta verso nord, su Marsiglia, la richiesta dell’Ong Sos Méditerranée è quella di accogliere eccezionalmente i 58 migranti della nave Aquarius a Marsiglia.

Ma l’umanità è il porto più vicino. “Come è umano lei”, direbbe Fantozzi a Macron. D’altronde c’è da sorridere a una risposta di questo tipo, e anche al seguito: “E’ attraverso la cooperazione con i nostri partner europei che forniremo una soluzione. Non cadiamo nella trappola che alcuni ci tendono”: ha scritto il portavoce del governo francese, Benjamin Griveaux.

Peccato che il presidente francese Emmanuel Macron non ha dato il via libera a un’operazione che avrebbe segnato un precedente assoluto per il suo Paese. La ong Sos Mediterranee però non ha mollato: “Non ci fermeremo, chiediamo una bandiera qualsiasi per andare avanti con le nostre operazioni”. Tutta colpa del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che aveva smentito un intervento italiano sullo stato sudamericano, e che secondo l’organizzazione direbbe “bugie”.

Ma d’altronde come si poteva sperare nella Francia? Macron aveva già negato alla stessa nave a metà agosto dopo la decisione italiana di chiuderle i propri porti e dopo un lungo braccio di ferro tra Roma e Malta, l’approdo sulle proprie coste. Dunque, la storia non fa che ripetersi. Ma con una differenza non da poco. L’Aquarius è rimasta l’ultima imbarcazione gestita da organizzazioni non governative a navigare nel Mediterraneo per soccorrere migranti.

Al momento la situazione rimane complessa: le autorità marittime di Panama hanno annunciato che di rinunciare di dare alla bandiera all’Aquarius, già privata ad agosto di quella di Gibilterra, per “non rispetto” delle “procedure giuridiche internazionali” nell’ambito del salvataggio dei migranti nel Mediterraneo. Una situazione che rimane incandescente soprattutto perché la Francia continua a sostenere che in virtù del diritto marittimo i naufraghi debbano essere sbarcati nel “porto sicuro” più vicino possibile. Peccato che ora c’è Salvini.

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