Inizia lo scontro interno M5s-Lega. Scricchiola l’alleanza?

Politica

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Quella manina maledetta. “Salvini se ne faccia una ragione, è al Governo con il Movimento 5 stelle e non con Berlusconi”, ha dichiarato Dell’Orco. E Di Maio? Dice che “adesso il tema è politico ed ha bisogno di un chiarimento politico. Quindi la sede giusta è il Consiglio dei ministri, ma possiamo fare anche un vertice prima”.

Tutto ha avuto inizio con l’inserimento nel testo del decreto fiscale di norme non concordate in Consiglio dei ministri. E alle Camere il leader pentastellato vuole inviare solo un testo pulito: con noi niente scudi né condoni.

I principali sospettati sono i burocrati dei ministeri ma anche gli esponenti della Lega secondo i grillini potrebbero agire alle spalle del loro leader. Il peggior indizio lo offre un pentastellato del governo che spiega che “quando è arrivata la bozza del decreto fiscale dagli uffici di Palazzo Chigi ci siamo accorti che c’era questa parte che non andava e abbiamo avvisato i leghisti che andava cambiata subito. Salvini probabilmente già in viaggio verso la Russia non sarà stato informato”.

D’altronde se l’accordo politico trovato lunedì mattina dai leader non prevedeva queste misure, c’è poco da fare. Il fatto è grave.

C’è chi dice che con un vertice si risolverà tutto, ma i berlusconiani già profetizzano scenari pessimistici, forse sognandoli: “Non c’è nulla di deciso – spiega una fonte di Forza Italia – ma se la situazione esplode, se lo spread è fuori controllo, se cade il governo, fatta tutta la liturgia, i parlamentari si trovano. C’è il gruppo Misto, con alcuni M5s i contatti ci sono già, sicuramente ci sarebbe anche qualcuno del Pd”.

 

 

 

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