Parla Di Stefano (CasaPound): “A Bolzano teniamo nonostante Lega cresca. Su Salvini fiducia”

Interviste

Vertice serale a Palazzo Chigi in vista della quasi certa bocciatura della manovra economica da parte della Commissione europea. Alla riunione hanno partecipato un Salvini ultra rafforzato dal voto di domenica in Trentino e in Alto Adige ed un Di Maio che invece deve fare i conti con frizioni interne sempre più consistenti. Dopo il declassamento di Moody’s, venerdì prossimo il governo attende il giudizio di un’altra agenzia di rating: Standard&Poor’s. La manovra è dunque sotto attacco e c’è chi vede all’orizzonte il rischio di prelievi sui conti o sugli immobili. Prospettiva che in vista delle prossime elezioni europee sarebbe devastante soprattutto per il Carroccio che potrebbe perdere consensi nel suo elettorato di riferimento. Di tutto questo Lo Speciale ha parlato con il segretario nazionale di CasaPound Simone Di Stefano.   

LEGGI SU LO SPECIALE GLI ESITI DEL VERTICE NOTTURNO A PALAZZO CHIGI

Partiamo dalle elezioni. Che giudizio dà dei risultati del voto in Trentino e in Alto Adige?

Su Bolzano abbiamo avuto la riprova che possiamo tenere anche in presenza di una crescita a dismisura della Lega. Se sommiamo i voti ottenuti dal Carroccio, da Fratelli d’Italia e da Casapound, arriviamo a sfiorare il 40%. La grande soddisfazione per noi è di essere riusciti a superare Forza Italia e questo direi che è un dato di notevole interesse. Diverso il discorso per ciò che riguarda le provinciali in Trentino dove ci siamo andati a scontrare con il voto dei cittadini di lingua tedesca e con un Salvini che è fortissimo anche lì. Il dato politico mi pare evidente. La Lega continua a crescere, mentre i 5Stelle risultano non pervenuti”.

La Lega cresce, ma ora sulla manovra potrebbero aprirsi diversi scenari. Uno è quello secondo cui a fronte di una bocciatura della Commissione europea e di un declassamento delle agenzie di rating, si debba mettere mano ai risparmi degli italiani, con prelievi sui conti correnti o tasse più pesanti sugli immobili. Vede concreto questo rischio?

Penso che nessuno in questo momento sia così folle da mettere mano ai conti correnti o agli immobili degli italiani. Sarebbe una scelta sciagurata, in forte contraddizione con l’operato fin qui portato avanti da questo governo”.

E’ anche vero però che il M5S sulla patrimoniale non ha la stessa idea della Lega. Anche in passato si sono spesso dichiarati possibilisti. Non potrebbe essere un rischio concreto?

“Lo escludo, anche perché non mi pare se ne faccia cenno nel contratto di governo e Salvini non è così scemo da darsi la zappa sui piedi. Il fatto è che le agenzie di rating oggi hanno nell’opinione pubblica la stessa credibilità e autorità morale di certi organi d’informazione pregiudizialmente schierati contro questo governo. I signori della globalizzazione, è ormai evidente a tutti, stanno mettendo in atto ogni manovra utile per colpire l’Italia che però ha la forza di resistere e non piegarsi. L’unico problema è che la Banca Centrale europea tiene banco a questi ‘padroni della Finanza’ ed è per questo che sarà necessario cambiare ruoli, funzioni e strategie politiche della stessa Bce. E’ questo l’unico vero rischio, ossia che la Banca centrale non faccia il suo dovere smettendo di acquistare i titoli di stato italiani. A quel punto avremmo però una motivazione più che valida per mandare al diavolo il carrozzone europeo, riprenderci la nostra sovranità monetaria e facendoci dare indietro tutti i soldi che abbiamo versato alla Ue. Questa l’unica risposta che andrebbe data. Speriamo che il governo trovi la forza e il coraggio di darla”. 

Conte e il M5S hanno però giurato fedeltà all’Unione Europea e all’euro e lo stesso premier non ha escluso una rimodulazione della manovra. L’approccio sembra essere conciliante. Come risponde?

Che stanno sbagliando tutto, perché restare in Europa significa condannare l’Italia, impedendo il funzionamento di una Nazione moderna, industriale, economicamente viva ed eccellente. L’Italia dovrebbe seguire l’esempio del  Giappone e dell’Inghilterra che hanno una propria banca centrale sotto controllo pubblico che stampa moneta e che si fa acquirente del debito pubblico, impedendo che finisca nelle mani degli speculatori internazionali. Devo dire che negli ultimi tempi, anche grazie ad una sorta di effetto boomerang dei media che hanno spesso tentato di cogliere in castagna il governo su questi temi, nell’opinione pubblica si sta diffondendo una piena consapevolezza di come certi argomenti, come ad esempio lo spread o il declassamento del rating, siano in realtà soltanto operazioni politiche e dunque fragature che l’Europa rifila al popolo italiano per spaventarlo”.

A questo punto Salvini non rischia di giocarsi tutto? Anche cambiare la manovra e rimodulare le stime come chiede l’Europa, non rischia di fargli perdere parte del consenso guadagnato?

“Spero che il Governo tiri dritto per la sua strada e rilanci la palla nel campo europeo. Cosa ci potranno mai fare? Avvieranno la procedura di infrazione? Ci invaderanno con i carri armati? Ci invieranno la Guardia di Finanza internazionale? Sono convinto che Salvini avrà il coraggio di andare avanti fino in fondo perché è quello che gli italiani si aspettano da lui. Il M5S farà bene ad adeguarsi perché anche il loro consenso si fonda sulla capacità di saper cambiare le cose. Gli elettori si aspettano che i vari Di Maio, Toninelli, Conte ecc. siano altrettanto determinati come lo è Salvini. Vadano avanti in questa direzione, con il muro contro muro, all’insegna dello slogan ‘me ne frego’ che il leader della Lega ripete con successo da tempo”. 

Condividi!

Tagged