Elezioni in Brasile e Assia. Trionfa il modello italiano

Politica

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C’è qualcosa di italiano nell’elezione tedesca e brasiliana. Un’affinità politica e il segno che la politica sta abbracciando, non solo da noi, nuove categorie (alto-basso).
Jair Bolsonaro, dal cognome tipicamente tricolore, ha imposto la sua destra al governo. Ha vinto al ballottaggio col 55,29% dei voti. Un cambiamento epocale, considerando il dna del suo partito: populista, sovranista, anti-casta, laddove per casta in Brasile, si intende la razza padrona economica, imprenditoriale e istituzionale della sinistra liberal e non solo. E non è un caso che anche forti spezzoni del consenso elettorale prima di Lula, un consenso patriottico e sociale, cioè i poveri e i contadini, si sia spostato dalla parte opposta, ritenendo la sinistra colpevole del disastro economico e dell’emergenza-sicurezza in cui versa il Paese.

Proprio come in Italia. L’ex bacino della sinistra ha finito per spostarsi verso la Lega, colpevolizzando una sinistra classista, d’élite, alleata delle banche, delle lobby finanziarie, dell’alta finanza, e colpevole di non capire i veri problemi: economia, sicurezza, immigrazione.
E Salvini, infatti, ha salutato Bolsonaro come un amico, in linea col sovranismo e populismo globale.

Stesso discorso per quanto riguarda il voto in Assia. Un’interessante indicazione per il governo centrale. Anche in questo Lander, si è confermata la tendenza “anti-casta” planetaria (dagli Usa di Trump all’Europa). I Verdi, già trionfanti in Baviera, a sinistra, hanno sbaragliato (con il loro 20%) il vecchio e stanco partito social-democratico (l’equivalente del Pd italiano), reo di fare gli inciuci nazionali (la Grosse Koalitione con la democristiana Merkel), ricalcando il modello “patto del Nazareno”, tra Renzi e Verdini.
E la destra (AfD), col suo 12%, ha triplicato il consenso, erodendo inesorabilmente la Cdu (i moderati di centro-destra). Esattamente come la Lega ha conquistato e conquisterà sempre di più, gli elettori di Fi e Fdi, in disarmo.
In pratica, la fine pure in Germania dei vecchi schieramenti (centro-destra-centro-sinistra, Cdu-Csu-Spd), che sono sempre più deboli e l’avanzata dei populismi anti-casta.
Il popolo, dal Brasile alla Germania, dimostra quindi, di scegliere i temi e le ricette, non gli apparati e le ideologie del secondo dopoguerra.

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