Esclusiva, nasce la Lega nazionale e cristiana. Solo se il governo casca?

Politica

La notizia è fresca. Ma è il risultato di un lavoro lungo, pensato e realizzato parecchio tempo fa. E risale addirittura a prima della nascita del governo giallo-verde con i grillini.

Ben prima delle elezioni del 4 marzo, e della nuova veste del Carroccio, ormai sempre più dentro il “polo sovranista e populista”, che vede nei 5Stelle l’altro lato della stessa medaglia (certamente il processo politico governativo maturerà sintesi interessanti per la politica nazionale).
Una Lega a trazione-Salvini, dentro il polo sovranista e ormai definitivamente fuori il vecchio centro-destra, con Fi e Fdi.

Un abbandono che sia se il partito di Salvini rimarrà autonomo, sia se si farà riagganciare dagli ex-alleati, tornando alla vecchia geografia, non cambierà molto i numeri: è destinato, con le percentuali che ha, ufficializzate dai recenti sondaggi, a fare in qualsiasi caso piazza pulita.
Veniamo alla notizia. Esattamente lo scorso 14 dicembre, in uno studio notarile di Milano viene registrato uno Statuto estremamente interessante. Il cui avvio operativo, pare, a giudizio dei ben informati, imminente.

Stiamo parlando della “Lega 3.0”. Non più bossiana, padana contro Roma ladrona, i terroni, che vuole restituire i soldi delle tasse al Nord; non solo una Lega nazionalista, modello-Le Pen, a egemonia salviniana, un po’ presidenzialista e un po’ federalista, quella del primato degli italiani che ha fatto dell’immigrazione, la sicurezza, l’economia e la contrapposizione con la Ue, le sue bandiere.
Un dna sovranista-populista con ancora qualche accenno liberista (si pensi al Nord-Est, alle pmi e alle partite Iva).

Quella sancita dal misterioso statuto sarà una Lega totalmente nuova. A cominciare dal nome: “Lega per Salvini premier”. Una scritta inequivocabile, su sfondo blu (sparito il verde). Sparito il Carroccio e il riferimento simbolico al guerriero di Legnano, comunemente chiamato Alberto da Giussano.
Dunque, Salvini vice-premier, non ha abbandonato ancora l’idea di prendere tutto, Palazzo Chigi da solo, vampirizzando il centro-destra che fu e l’attuale maggioranza, facendo le scarpe a Di Maio e a Conte. Possibile?

Certo, la notizia rafforza le tesi secondo le quali Salvini, forte del consenso che ha (intorno al 35%), potrebbe far saltare il banco, prima o subito dopo le Europee. Lega “pigliatutto”.
A meno che, il governo non marci a vele spiegate (dopo la Manovra) e spread permettendo.

Ideologicamente la Lega3.0 ha introdotto nello Statuto una novità non da poco: nell’articolo 1, si dichiara che “promuove e sostiene la libertà e la sovranità dei popoli a livello europeo”.
Un passo in avanti sovranista, se si tiene conto che il Carroccio documenti alla mano, fino al 2016, ancora privilegiava l’autonomia del Nord, anche ricorrendo alla secessione.
E chi c’era davanti al notaio per lanciare questo nuovo prodotto? Naturalmente Matteo Salvini, Giancarlo Giorgetti, Lorenzo Fontana, il tesoriere Giulio Centemero e Roberto Calderoli, l’unico sopravvissuto della Lega storica.

Se i nomi fanno un’idea, sembra evidente l’addio al partito di tutti, dove convivono nazionalisti ed europeisti, federalisti e presidenzialisti, cattolici e ultra-laici (come la Bongiorno), statalisti e liberisti. Quella era la Lega2.0, elettoralistica; quella che sta per essere varata è una “Lega nazionale e cristiana”, totalmente indentificata con Salvini.
Per i più maligni, invece, si tratta di una minaccia da tenere come riserva, qualora ci siano delle sorprese governative o berlusconiane, o di un mero espediente per bypassare la storia dei famosi 49 milioni di euro da rimborsare, che formalmente rimarrebbero in capo alla Lega2.0. Non riguarderebbero, infatti, la Lega3.0.

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