Turiste decapitate, parla Meluzzi: “Un video che definirei uno choc. Siamo a un bivio”

Interviste

Sembrerebbe ormai confermata la pista del terrorismo dietro la morte delle due turiste, una norvegese e l’altra danese, uccise in Marocco. E’ infatti spuntato un video sul web con la scena della decapitazione delle ragazze i cui cadaveri sono stati ritrovati alle pendici del Monte Toubkal. Nel video si vede un uomo armato di coltello ripreso nell’atto di decapitare una delle due donne. Le immagini riprendono anche un altro uomo vicino al cadavere della seconda ragazza e in sottofondo le voci di un terzo e quarto complice che urlano “vendetta”. Una scena orribile che richiama alle modalità tipiche dell’Isis. C’è chi, dopo aver visionato il video si è sfogato sui social dicendo che è impossibile pensare di poter convivere in Europa e nell’Occidente con l’Islam. Ne abbiamo parlato con lo psichiatra Alessandro Meluzzi, criminologo forense, scrittore e vescovo della Chiesa ortodossa italiana.

Ha visto il video con la decapitazione delle due turiste?

“Purtroppo sì, è una scena orribile e ovviamente non posso che sconsigliarne la visione. Gli autori hanno postato in rete le immagini dello stupro e della decapitazione. Sono scene di una ferocia innmaginabile e lo dice uno che per la sua formazione medica e medico-legale, oltre che psichiatrica e criminologica forense, di orrori ne ha visti molti”.

Cosa sta a testimoniare questo video e quali conseguenze è destinato a produrre?

“Vedere queste povere ragazze decollate mentre sono in vita, che lanciano urla di terrore e rantoli che provengono dai polmoni ancora attivi dopo che la testa è stata staccata dal corpo, è una cosa che si fa fatica anche a descrivere. Sconsiglio a tutti di visionare il video, ma al tempo stesso penso che forse sarebbe utile vederlo per far capire a che livello di barbarie può arrivare l’umanità. E si tratta della ferocia di persone, che dopo aver terminato questa autentica macellazione, hanno affermato di agire nel nome dell’Isis e del Califfato. Non stiamo quindi parlando di psicopatici comuni”.

Quindi cosa dovrebbero fare gli islamici cosiddetti moderati?

“Chiunque conosca l’Islam e lo rispetti sa perfettamente che questa è la situazione. Io per esempio lo conosco, lo rispetto ma lo temo, proprio perché lo conosco. Credo che l’umanità, quella civile, debba affrontare questo problema. Pensare che si possa continuare serenamente ad incentivare l’afro-islamizzazione del Continente europeo favorendo un’accoglienza indiscriminata di cui non si conoscono i contorni e i limiti, è un qualcosa che non può non terrorizzare gli italiani. Mi spiace constatare che fra chi spinge per favorire l’invasione vi sia anche la Chiesa cattolica”.

Che fare quindi?

“Serve reagire, ma temo che sarà sempre troppo tardi. Questo lo dice anche la Chiesa ortodossa italiana che in linea con quella ortodossa russa, sa che il valore dei popoli è quello di difendere le proprie radici e le proprie tradizioni. Senza radici non c’è più civiltà e senza civiltà non c’è più posto nemmeno per il Vangelo”.

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