Con Orlando e De Magistris, Palermo e Napoli contro Roma

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Dopo il capo dello Stato, Sergio Mattarella (col suo discorso urbi et orbi di Fine Anno), l’opposizione al governo gialloverde, sta crescendo. Ora la palla è passata ai sindaci (naturalmente non tutti). Segno di una protesta dal basso, in assenza di un’opposizione politica degna di nota: il Pd è sull’orlo di una crisi di nervi, Fi è agonizzante.

E i sindaci, specialmente quelli espressione delle ultime declinazioni sinistre o giacobine, da Leoluca Orlando, primo cittadino di Palermo (il famoso guru della Rete, anticipazione politica dei 5 Stelle) e Luigi De Magistris, primo cittadino di Napoli, giustizialista doc (solo contro Berlusconi, indulgente e garantista invece, contro i migranti che delinquono), stanno capeggiando la rivolta anti-Salvini. Oggetto della mobilitazione, il nuovo Decreto-sicurezza, fiore all’occhiello leghista.
Per i suddetti sindaci, la protesta e l’obiezione di coscienza (non applicheranno nelle loro città la futura legge), è doverosa: è anticostituzionale, perché violerebbe i diritti civili dei migranti e introduce la presunzione di delinquenza, il processo alle intenzioni nei confronti dei disperati approdati in Italia per guerre e povertà.

Insomma, è l’avvio di un brigantaggio borbonico (Palermo e Napoli) contro il centralismo populista. Bei tempi quelli della secessione padana contro il centralismo romano. Ma, in politica, i cicli passano e tutto si muove.

Salvini, oscillando tra polemica e indifferenza, si è limitato a dire che la legge va e andrà rispettata.
Ma c’è un tema: se il ministro degli Interni, con la sua legge introduce il reato di presunzione di delinquenza nei confronti dei migranti, i due sindaci e chi per loro, commettono l’errore opposto: presumono l’innocenza ideologica dei migranti, per definizione buoni, puri, traviati, argomento noto, dalla corruzione occidentale e dalla cattiveria dei razzisti xenofobi.

Peccato che tali tesi siano smentite dai numeri: criminalità, devianza, droga etc.
E proprio dopo l’accertamento di questi reati che il decreto sicurezza voluto da Salvini interviene con le espulsioni e la fermezza. O no?
Basta conoscere la legge

Fabio Torriero

Come giornalista, ho attraversato la comunicazione a 360 gradi (carta stampata, tv, radio, web). Ho lavorato presso Cenacoli, Fondazioni (Fare Futuro), sono stato spin doctor di ministri e leader politici, ho scritto una ventina di libri (politologia, riforme etc.) e i miei direttori storici e maestri sono stati Marcello Veneziani e Vittorio Feltri. Insegno all'Università comunicazione politica. Il giornalismo online è la mia ultima vocazione.

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