Dio, patria e famiglia, parla Rinaldi: “Cirinnà antistorica. WCF sarà un successo”

Interviste

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Non sembrano destinate a placarsi le polemiche scatenate dalla senatrice del Partito democratico Monica Cirinnà, autrice della famigerata legge sulle unioni civili, che ha esibito un cartello con su scritto: “Dio, Patria e Famiglia, che vita de merda.” Tanta l’indignazione social cui la parlamentare ha cercato di porre rimedio con questa giustificazione: “Dio Patria Famiglia era uno slogan usato dal regime fascista”. L’indignazione non ha risparmiato nemmeno esponenti del Pd come Carlo Calenda che con un tweet ha invitato la Cirinnà a non dar luogo a provocazioni inutili e sgradevoli. Lo Speciale ha chiesto un commento in merito all’economista Antonio Maria Rinaldi, animatore del sito Scenari Economici e docente universitario,che parteciperà in veste di relatore al XIII Congresso mondiale delle Famiglie, “The World Congress of Families”, in programma a Verona dal 29 al 31 marzo, organizzato dalle associazioni Pro Vita, Generazione Famiglia e altre realtà impegnate nella difesa dei temi etici. Un evento che vedrà la partecipazione di importanti relatori provenienti da tutto il mondo, per parlare di come rilanciare la famiglia naturale fondata sull’unione fra un uomo e una donna e di come contrastare l’avanzata dell’ideologia gender. Non a caso la Cirinnà e i movimenti della galassia Lgbt da settimane stanno criticando l’evento annunciando mobilitazioni ed azioni di disturbo.

Che cosa ha pensato quando ha visto la foto della senatrice Cirinnà mentre esibiva quel cartellone?

Appena l’ho letto ho pensato che forse Giuseppe Mazzini si starà rivoltando nella tomba, visto che quel motto, mi pare,  fu coniato proprio da lui. Ma senza scomodare un autorevole padre della patria, basterebbe andare a leggere un articolo della nostra Costituzione democratica che non smettono mai di ricordarci essere nata dalla Resistenza. Mi riferisco all’articolo 29, dove è chiaramente sancito che la Costituzione repubblicana riconosce i diritti delle famiglie come società naturale fondata sul matrimonio. Molto probabilmente la senatrice, o non conosce questo articolo, oppure intende promuovere una modifica del dettato costituzionale. Visto come è andata a chi ci ha provato, fossi in lei ci penserei molto bene”.

La Cirinnà si è giustificata dicendo di non aver voluto offendere i valori della tradizione, ma quello che lei ritiene essere un motto del fascismo. Come risponde?

“Forse la senatrice Cirinnà intende cambiare la storia ed identificare Giuseppe Mazzini come fondatore del fascismo? Per carità, liberissima di farlo, ma di Mazzini credo si possa dire di tutto tranne che di essere stato un precursore di Mussolini”. 

A fine mese lei sarà relatore al Congresso mondiale delle Famiglie che si terrà a Verona e che Cirinnà e company hanno definito una sorta di “raduno dell’odio”. Perché ha scelto di dare il suo contributo?

“Ho scelto di partecipare al Congresso di Verona con grandissimo piacere perché credo profondamente nel ruolo della famiglia: voglio offrire il mio modesto contributo per trovare le soluzioni più efficaci a rendere l’istituto della famiglia naturale fondata sul matrimonio il nucleo fondamentale, l’architrave della società italiana”.

Quale è oggi la sfida più importante da vincere?

“Far capire allo Stato che è sempre più necessario aiutare la famiglia, valorizzzarla e sostenerla con misure adeguate. Vanno messi in campo interventi intelligenti capaci di contrastare il grave deficit demografico del nostro Paese strettamente legato al calo dell’occupazione. E’ chiaro che la precarietà, l’insicurezza economica, non fanno che scoraggiare tante giovani coppie desiderose di mettere in piedi una famiglia. Senza offrire loro certezze come si può pensare che possano programmare un futuro? Come possono pensare a progetti matrimoniali, a mettere al mondo dei figli senza nessuna garanzia? Questa è la base da cui partire. Del resto in tutto il mondo l’obiettivo principale del legislatore sembra proprio quello di sostenere le giovani coppie, incentivando la nascita e lo sviluppo di nuovi nuclei familiari, attraverso politiche di aiuto alla genitorialità, assistenza alla maternità, sussidi e agevolazioni a chi vuole sposarsi. Purtroppo in Italia questo capitolo è stato invece per troppo tempo accantonato e gli effetti negativi li stiamo vedendo tutti”.

Le organizzazioni della galassia Lgbt stanno minacciando contromanifestazioni, azioni di disturbo e sono anche arrivate a chiedere che l’evento non abbia luogo. Accusano gli organizzatori della manifestazione di diffondere odio. Teme anche lei invece di restare vittima dell’odio di chi non accetta un punto di vista diverso dal pensiero unico e dall’omologazione culturale di massa?

“Se questo è il concetto di democrazia che hanno queste persone, credo non resti altro da fare che rispettare il loro punto di vista, tanto poi saranno gli italiani a trarne le conseguenze. Se la senatrice Cirinnà e altre che la pensano come lei sono allergiche al concetto di famiglia insito nel Dna di ogni essere umano e sancito dalla Costituzione, sono liberissime di contrastarlo, ma se non hanno solidi argomenti per farlo dovrebbero quantomeno evitare di dare del fascista a chi non la pensa come loro. Per quanto riguarda il congresso mi aspetto un enorme successo trattandosi di un evento di respiro internazionale e mondiale che vedrà la partecipazione dei rappresentanti di diverse Nazioni. Non capisco questa fobia nei confronti della famiglia manifestata da certa parte politica, soprattutto perché si tratta di posizioni che non esito a definire antistoriche”.  

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