Di Maio-Salvini: centro-destra e centro-sinistra categorie morte

Politica

Di Maio: “Calcolate uniti il voto della Lega e il nostro, vinciamo, il governo è forte”. Salvini: “Il centro destra è una categoria morta”.

Finalmente dopo tante dichiarazioni, le une contro le altre armate (sulla Tav, la via della seta, le autonomie, il reddito di cittadinanza, la flat tax, gli inceneritori, Venezuela etc), Salvini e di Maio hanno detto la stessa cosa, hanno espresso lo stesso concetto. O almeno, un’idea convergente, in risposta alla narrazione mediatica delle opposizioni.

E’ naturale, infatti, che Berlusconi e Zingaretti abbiano il medesimo obiettivo: riesumare il bipolarismo “centro-destra vs centro-sinistra” (la bandiera della democrazia mattarelliana dell’alternanza), così ci guadagnano specularmente.
Sarebbero di nuovo centrali nella geografia politica. Fi nello schieramento composto da Lega, azzurri e Fdi; i dem centrali in uno schieramento opposto, formato da moderati, progressisti, radicali e sinistra tosta.

Ed è ovvio il posizionamento della loro comunicazione. Berlusconi spara contro Di Maio, giudicato l’anello debole del governo gialloverde, in crisi di identità, e perdita secca di voti, con l’unico scopo di far saltare il governo, sperando che Salvini come Lassie torni a casa.
Ed è altrettanto ovvio che Zingaretti e soci, attacchino ossessivamente Salvini, reo di portare l’Italia al razzismo, al fascismo, alla xenofobia e omofobia. Nella speranza che i grillini rinsaviti e redenti, lascino Conte e si ricollochino a sinistra, la loro casa madre.

Ma è una narrazione farlocca. Falsa, astratta, che non tiene conto della realtà, delle nuove categorie della politica e delle osmosi che i processi politici (indotti da Palazzo Chigi) fibrillazioni a parte, inevitabilmente producono.
Di Maio fa bene a calcolare i numeri della maggioranza, quando commenta di risultati delle regionali, a partire dalle ultime in Basilicata: area governativa (unendo il consenso di 5Stelle e Lega), ampiamente maggioritaria rispetto a quella di opposizione, col Pd e Fi, ridotti ai minimi termini. Fi sta sotto il 10% e il Pd, nonostante l’effetto-Zingaretti, è obbligata a diluire il proprio logo dentro un’accozzaglia di liste civiche.

Maggioranza gialloverde che esprime la forza del nuovo schema “alto-basso”, novità contro vecchio potere, identità contro globalizzazione, popoli contro caste.
E ha fatto bene Salvini a ricordare a Silvio che il centro-destra è una categoria morta. Raffreddando gli ardori azzurri circa un ritorno al passato.
Sulla tenuta del governo si regge la tenuta del nuovo bipolarismo. Fi e Pd, si mettano l’anima in pace.

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