Parla Rinaldi: “Il problema non è Salvini con AfD ma gli alleati che vuole Di Maio”

Interviste

Nel governo sembra andare in scena un braccio di ferro continuo. E’ scontro fra il M5S e il ministro dell’Economia Tria sui rimborsi per i truffati dalle banche: è scontro fra Salvini e Di Maio in merito alle alleanze europee, con il leader dei 5S che ha accusato quello del Carroccio di andare a braccetto con i tedeschi di Alternative für Deutschland e con l’estrema destra che nega l’olocausto. E infine i leghisti accusano i pentastellati di svolgere attività di dossieraggio. Insomma non è proprio l’armonia l’elemento che in questo momento sembra regnare nella maggioranza gialloverde. Ne abbiamo parlato con l’economista Antonio Maria Rinaldi animatore del sito Scenari Economici che i boatos indicano come candidato della Lega alle prossime elezioni europee.

Il Messaggero stamattina titolava: “Europee, anche i big in campo. La Lega schiera il prof no-Euro”, cioè lei. E’ dunque ufficiale? Scenderà in campo?

“Non commento la notizia, per ora. Non c’è nulla di ufficiale. E’ tutto in divenire. Ne riparleremo a tempo debito”.

Ok, allora parliamo di banche. Sui rimborsi ai truffati c’è l’ennesimo braccio di ferro fra Tria e i 5S. Il ministro vuole procedere con cautela, Di Maio fa pressing perché si diano risposte definitive. Chi ha ragione e perché?

“Il braccio di ferro c’è sicuramente, ma è sulle modalità dei rimborsi, non sul fatto che questi vadano erogati. Ma mi pare che per ciò che concerne le modalità, i paletti necessari siano stati previsti. I rimborsi saranno destinati soltanto ai privati, non alle società. Si tratta di un provvedimento che va a risarcire un danno che è stato provocato da un evento configurabile come truffa”.

Tria insomma come al solito è troppo prudente?

“Ripeto, qui siamo di fronte a delle vere e proprie truffe, dal momento che sarebbero stati autorizzati consistenti aumenti di capitale quando nella realtà queste banche erano già fallite. Inoltre chi avrebbe dovuto controllare ha finito con il certificare una solidità economica che non c’era. Se fossero emerse subito tutte le reali criticità che quegli istituti stavano attraversando, molta gente probabilmente non avrebbe sottoscritto l’aumento di capitale, non avrebbe comprato, né venduto con quotazioni differenti dall’azzeramento. Le prudenze di Tria purtroppo sono condizionate dalle possibili reazioni della Commissione europea”.

Quali rischi si corrono?

“La Commissione europea non può certo negare che in Italia vi sia stata una situazione poco chiara per ciò che riguarda le informazioni relative allo stato patrimoniale di queste banche, che ha finito per provocare un azzeramento dei risparmi dei clienti. Non dimentichiamo che la Commissione Ue continua a rendersi protagonista di incredibili svarioni, non ultimo l’apertura della procedura d’infrazione per aiuti di Stato per il caso Tercas (Cassa di Risparmio di Teramo); peccato che la Corte Europea abbia sentenziato che non si trattava affatto di aiuti pubblici visto che il fondo interbancario per la tutela dei depositi è alimentato da soldi privati. Eppure la decisione della Commissione ha influenzato pesantemente le decisioni dei governi Renzi e Gentiloni sui successivi crac bancari”.

Nel governo però c’è alta tensione, con accuse anche pesanti fra Lega ed M5S. La fine dell’esperimento gialloverde è vicina?

” La verità è che dal 4 marzo del 2018 la campagna elettorale non è mai finita, sia per una naturale competizione fra partiti, sia perché nel frattempo ci sono stati diversi test amministrativi. Adesso l’appuntamento delle europee può dirsi cruciale perché ridisegnerà completamente gli equilibri politici in Italia ed in Europa. Sarà inoltre la prima volta che si potrà certificare realmente l’effettivo cambio dei pesi fra partiti, finora profetizzati soltanto a livello di sondaggi”.

Il M5S non sta però esagerando accusando Salvini di essere alleato con chi nega l’olocausto? Si riproporrà lo scontro fascismo-antifascismo?

Il ricorso al termine fascista è tipico della sinistra e non mi pare sia uno slogan vincente. Mi preoccupano invece le dichiarazioni di Di Maio che ha annunciato l’intenzione di apparentarsi in Europa, o con il Ppe o con l’Alde, dimostrando una certa propensione ad abbandonare completamente la critica alla costruzione monetaria e all’attuale governance per abbracciare l’europeismo più sfrenato. Questo penso provocherà seri problemi alla base elettorale del M5S che è sempre stata molto critica nei confronti delle politiche austere di Bruxelles”.

Il governo sarà destinato a cadere?

“Il gradimento percentuale dei due azionisti di governo uscirà quasi sicuramente rafforzato dal voto europeo. Quello che sarà da vedere saranno gli equilibri interni. La Lega probabilmente farà la parte del leone quindi un rimpasto dell’esecutivo penso sarà inevitabile”.

Non la spaventa l’abbraccio fra Salvini e l’estrema destra tedesca che molti considerano erede del nazionalsocialismo?

Gli elettori italiani sono molto più preoccupati per i possibili apparentamenti del M5S con i gruppi più europeisti, ad iniziare da quell’Alde il cui leader ha offeso pubblicamente il premier Conte davanti all’Europarlamento. Poi francamente andrebbe ricordato a Di Maio che lui fa ancora parte dello stesso gruppo di AfD e dei partiti accusati in Europa di essere razzisti. Se per loro era così imbarazzante stare con gli euroscettici, i presunti razzisti o negazionisti, sarebbero dovuti uscire da quella compagine già da molto tempo. Come Forza Italia, che strilla tanto contro Orban e poi ci siede accanto nel gruppo del Ppe”. 

 

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