Scontro Lega-M5S, Becchi: “Come Salvini può sbaragliare tutti”

Interviste

Condividi!

Continua il botta e risposta a distanza fra Matteo Salvini e Luigi Di Maio sulle alleanze europee. Ieri il leader della Lega, incontrando gli alleati europei del fronte sovranista, ha risposto al leader 5S che lo ha accusato di andare a braccetto con i negazionisti tedeschi di Alternative für Deutschland. Salvini ha ricordato a Di Maio che fino ad oggi è stato lui a sedere a Strasburgo nello stesso gruppo dell’AfD, il cui leader ha condannato l’olocausto negando di averlo mai negato. Uno scontro quello fra i due leader di governo iniziato a Verona con il Congresso mondiale delle Famiglie. Il governo dunque è sempre più sul viale del tramonto? L’esperienza gialloverde ha le settimane contate? Lo abbiamo chiesto al filosofo Paolo Becchi che ha lanciato il “manifesto sovranista” pubblicato dal quotidiano Libero, che in pratica traccia una sorta di programma del sovranismo europeo indicando le linee guida per cambiare l’Europa.

Di Maio attacca Salvini per l’alleanza con AfD definito partito negazionista. Ma Salvini ha replicato che fino ad oggi sono stati i 5S a stare nello stesso gruppo dell’estrema destra tedesca. Quindi? E’ tutta campagna elettorale o il preludio del divorzio?

“Il problema è che dal 4 marzo del 2018 non è mai finita la campagna elettorale, complici i vari test amministrativi e regionali che hanno avuto ripercussioni evidenti sulla tenuta dei vari partiti, il M5S su tutti. Ora ci sono le elezioni europee che sono un appuntamento cruciale, e direi epocale, per poter tentare di cambiare l’Europa. I sovranisti hanno davvero un’occasione storica davanti a loro, ed è per questo che ho elaborato il manifesto sovranista, con l’obiettivo di evitare che il sovranismo venga confuso con fascismo, nazionalismo, estremismo, razzismo e xenofobia”.

Teme insomma che la campagna elettorale si ridurrà allo scontro fra fascismo e antifascismo?

“Questo è il grosso pericolo di queste elezioni. Vogliono far passare il blocco di Macron e soci come il Rinascimento dell’Europa, e i sovranisti come quelli che vogliono riportare le lancette indietro per tornare agli stati nazionali che si facevano le guerre. Quasi un tentativo antistorico volto a riabilitare esperienze passate come il fascismo e il nazismo. Anche il M5S purtroppo sta portando avanti questa politica di discredito e di denigrazione. Ora è vero che loro hanno tentato di entrare nell’Alde e diventare liberali ed europeisti, ma essendo stati rifiutati sono rimasti nel Parlamento europeo alleati dell’AfD e dei movimenti euroscettici senza grandi imbarazzi. Quindi la polemica contro Salvini è chiaramente opportunistica e strumentale”. 

Pensa che il governo cadrà o siamo soltanto a livello di campagna elettorale?

Quello che posso dire è che ne vedremo sicuramente delle belle. Oggi Salvini si trova, stando ai sondaggi, nelle stesse condizioni in cui si trovava Renzi cinque anni fa, che non a caso portò a casa il 41% sconfiggendo pesantemente il M5S. Un successo, anche se non altrettanto consistente, si appresta ad ottenerlo Matteo Salvini che per forza di cose si troverà ad avere contro tutti. Tutti saranno schierati contro la Lega ad iniziare dai 5Stelle. Ma forse Salvini, più che di Di Maio, farebbe meglio a preoccuparsi di Giorgia Meloni, che pescherà voti nel suo stesso bacino elettorale con un programma certamente simile, ma comunque competitivo con quello del Carroccio. La Meloni si sta muovendo molto bene e a differenza della Lega non deve nemmeno rendere conto dei limiti dell’attività di governo”.

Quindi cosa consiglierebbe a Salvini?

“Di volare alto, e questo può farlo soltanto se sarà capace di offrire un programma capace di andare oltre gli slogan e la propaganda. Deve dimostrare di avere un’idea nuova di Europa, un progetto vincente che non si limiti soltanto alla riacquisizione della sovranità. E deve soprattutto saper convincere gli elettori che il sovranismo non significa il ritorno agli stati chiusi ma al contrario vuol dire garantire un nuovo futuro all’Europa, basato su uno sviluppo sostenibile. Ciò che io ho chiaramente indicato nel manifesto. L’Europa fino ad oggi ha agito come un impero che si è preoccupato di salvaguardare i diritti civili, di allargare il concetto di famiglia alle forme di unione più inpensabili, ma si è completamente dimenticato di garantire i diritti dei popoli. Salvini deve essere capace di interpretare questo sentimento”. 

A Salvini manca il programma?

“Cinque anni fa i programmi erano chiari. La Lega voleva l’uscita dall’euro, i 5Stelle il referendum sull’euro. I secondi oggi si sono europeizzati al punto che il loro modello di riferimento non è più Farage come cinque anni fa ai tempi di Grillo e Gianroberto Casaleggio ma i liberali dell’Alde, il gruppo più europeista. La Lega deve essere molto chiara su questo e battere sul tasto del sovranismo, ma smentendo la propaganda di chi sostiene che ciò comporterà il ritorno agli stati nazionali, isolati e in perenne lotta fra loro. Sovranismo invece significa riproporre l’Europa dei popoli, dove le identità nazionali devono essere il punto di forza, non la debolezza, e significa soprattutto rompere la dittatura della globalizzazione che ha ridotto i popoli alla fame. Questo Salvini deve essere capace di trasmetterlo, farlo capire”. 

Anche i temi della famiglia hanno diviso molto Salvini e Di Maio nelle ultime settimane. Il leader 5S ha definito sfigati quelli che si sono riuniti a Verona per difendere la famiglia naturale, salvo poi ribadire che anche lui comunque crede nella famiglia tradizionale. Anche questo non è un paradosso?

“Devo dire che qui Salvini è stato abile nel non cadere nella trappola di chi ha tentato di trasformare l’evento di Verona in una sorta di scontro aborto sì, aborto no. In realtà il problema oggi non è negare il diritto all’aborto o al divorzio, ma la vera emergenza è il rischio di manipolazione della vita nascente attraverso l’eugenetica, la fecondazione eterologa, l’utero in affitto, ed è su questi temi che è necessario fare una dura battaglia anche in sede europea. Il fatto che i media abbiano trasformato Verona in una sorta di raduno antiabortista ha offerto l’assist a Di Maio per attaccare Salvini e accusarlo di essere alleato dei cattolici integralisti. Al leader pentastellato tutto torna utile per dare addosso all’alleato che a differenza sua è in rapida ascesa. E devo dire che sta anche riuscendo nell’impresa. Di Maio rischia di averla vinta nel governo”.

Cosa glielo fa pensare?

“Il fatto che il M5S ha ottenuto il reddito di cittadinanza, il decreto dignità mentre la Lega per il momento ha dovuto rinunciare alla flat tax e alle autonomie. Certo, Salvini ha portato a casa la legittima difesa e quota cento ma alla fine non è che questi provvedimenti siano destinati a cambiare la vita e le sorti delle persone e del Paese come invece farebbe il regionalismo differenziato mandato nel congelatore. Salvini ha avuto forte visibilità sul contrasto all’immigrazione, ma i suoi elettori soprattutto al Nord prima di questo vogliono l’autonomia regionale, la riduzione della pressione fiscale alle imprese ecc.  E per il momento questi provvedimenti Di Maio è riuscito a bloccarli. Per questo dico che Salvini deve volare alto. Soltanto così potrà sbaragliare tutti”

Tagged