Parla Sgarbi: “Conte non può durare. La mia profezia su Fico”

Interviste

Il premier Giuseppe Conte ha convocato una conferenza stampa, nel corso della quale ha lanciato un ultimatum a Lega e Movimento 5Stelle. “Se non c’è la volontà di andare avanti, lavorare insieme, remare tutti nella stessa direzione facendo squadra, sono pronto a salire al Quirinale e rimettere il mandato”. Adesso sta a Salvini e Di Maio dare una risposta e convincere Conte a restare a Palazzo Chigi fornendogli tutte le garanzie del caso. Intanto intorno si muovono tante pedine. Il M5S è in subbuglio. Di Maio è stato riconfermato leader con un voto della rete, ma sono tante le voci critiche nei gruppi parlamentari. Paragone e la Taverna lo hanno invitato a liberarsi dei troppi incarichi e tanto Fico che Di Battista scalpitano alle sue spalle. Fico secondo indiscrezioni starebbe addirittura lavorando ad un nuovo soggetto politico insieme al sindaco di Napoli Luigi De Magistris, una sorta di “cosa rossa”, un partito da collocare alla sinistra del Pd. Ne abbiamo parlato con il parlamentare Vittorio Sgarbi.

Pensa che il governo Conte andrà avanti?

“No”

Perché?

Perché nel Paese si sono completamente ribaltati i rapporti di forza e gli equilibri parlamentari. Il voto delle europee in pratica ha completamente stravolto l’assetto politico che era uscito dalle urne del 4 marzo 2018. Oggi abbiamo una Lega che è maggioranza nel Paese ma non in Parlamento e al contrario un M5S che ha una forte rappresentanza parlamentare ma è ridotto ai minimi termini in fatto di voti. Salvini quindi ha tutto il diritto di imporre la sua agenda nel governo forte della legittimazione popolare ottenuta, ma si trova a dover sottostare ai grillini che numericamente in aula sono più forti di lui. Quindi non resta che aspettare il primo no che i 5Stelle opporranno alle richieste della Lega e il governo salterà. Salvini con il 34% non può restare ostaggio di chi ha appena il 16″.

Un destino segnato dunque?

“Sì, a meno che una parte dei parlamentari 5Stelle non decida di passare alla Lega per riequilibrare la situazione e pareggiare i conti con il voto delle europee. Potrebbe farlo lo stesso Di Maio portandosi dietro quanti sono disposti a seguirlo. A lui converrebbe, visto che se cade il governo il primo a rimetterci è proprio lui”.

Come le è sembrato il discorso di Conte?

“Ho avuto come la sensazione che, visti i risultati elettorali, abbia cercato di smarcarsi dal M5S. E’ arrivato anche a dire di non averlo votato. Ma è poco credibile”.

Come giudica il tracollo dei 5Stelle alle europee?

“Un percorso già segnato. Il Movimento 5Stelle è nato con Grillo e con lui morirà. Grillo, che per me non è mai esistito come leader politico, è morto, sparito, politicamente estinto. Il Movimento era lui e morto lui moriranno tutti gli altri, si estingueranno progressivamente. Il processo è iniziato e direi che è già a buon punto”.

Fico starebbe progettando un nuovo partito con De Magistris, una specie di “cosa rossa”. Ci crede?

“E’ verosimile, in fondo si tratterebbe di due sconfitti che si mettono insieme. Entrambi sono alla fine dei loro percorsi politici. Fico sa perfettamente che se si torna a votare è finito, come sarà finito De Magistris quando non sarà più sindaco. Nessuno dei due può ambire a fare il leader di qualcosa, mettendosi insieme tentano così di rafforzare due debolezze. Fico poi dopo le dichiarazioni fatte in occasione della Festa del 2 giugno penso che sarà già tanto se si voterà da solo”. 

Hanno disturbato anche lei quelle parole?

“Che c’entrano i rom e i sinti con la Festa della Repubblica italiana? Forse Fico ha voluto copiare il papa che li nomina sempre e li mette dappertutto. Dicendo quelle cose il Presidente della Camera, che è la terza carica dello Stato e un’istituzione della Repubblica è come se avesse bestemmiato dentro una Chiesa. Per me è come se avesse commesso un sacrilegio. Perché la Festa della Repubblica è la festa degli italiani, non di altri. Punto”.

Condividi!

Tagged