Le cronache d’Infrazione: facciamo qualche Conte-ggio

Esteri Politica

La vecchia nomenclatura li sta minacciando e non può essere sufficiente un dialogo costruttivo? E’ questa l’opinione dell’opposizione, di Augusta Montaruli, deputato di Fratelli d’Italia  che è intervenuta in aula sulle comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte in merito alla procedura d’infrazione che rischia l’Italia. Il momento è cruciale.

“Siamo tutti determinati a evitare la procedura di infrazione, ma siamo anche ben convinti della nostra politica economica” ha ribadito in Aula il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Europeo e dopo un’ora di vertice di governo a Palazzo Chigi con i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio e il ministro dell’Economia Giovanni Tria per fare il punto sulla lettera di risposta alla Commissione europea per tentare di evitare la procedura di infrazione all’Italia per debito eccessivo.

Ma come si fa a dialogare con i propri “carnefici tecnici”? Eppure Conte crede di riuscire a farlo: “L’Italia intende rispettare le regole Ue senza che ciò, come Paese fondatore e terza economia del continente, impedisca che ci facciamo portatori di una riflessione incisiva su come adeguare le regole stesse affinché l’Unione sia attrezzata ad affrontare crisi finanziarie sistemiche e globali e assicuri un effettivo equilibrio tra stabilità e crescita e tra riduzione e condivisione dei rischi. Binomi, questi, complementari e non in contrasto tra loro come continuano a sostenere i fautori di un approccio procedurale che ha costretto l’Europa a criticare ex post proprie decisioni e misure che sono poi i cittadini europei ad aver pagato e a rischiare di pagare anche in prospettiva. Il che comporta un prezzo molto elevato non solo per la coesione sociale ed economica di interi Stati Membri, ma per la credibilità stessa del progetto europeo, una credibilità che i fautori dell’austerity a oltranza dichiarano, almeno a parole, di avere a cuore”.

Tutto questo il giorno prima che il premier sarà a Bruxelles per la due giorni di vertice con gli omologhi europei. Ci sono sul tavolo le nomine dei nuovi vertici europei e, appunto, la procedura di infrazione. Al momento, nella rosa di nomi che circolano per gli alti incarichi comunitari – da Michel Barnier a Christine Lagarde passando per Guy Verofhstadt e Olli Rehn – non figura nessun italiano.

“L’Italia auspica per sè un portafoglio economico di prima linea” ha sottolineato Conte. Si ma riuscirà nell’intento?

 

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