Sea Watch: Carola, nuova icona sinistra: nasce il pauperismo marittimo

Politica

Due foto di cronaca non da poco. Che hanno “commosso” l’opinione pubblica e ribadito la guerra tra guelfi e ghibellini di casa nostra e non solo. Una guerra demagogica che nella forma non ricalca affatto la sostanza dei fatti e delle interpretazioni.

Decodifichiamo il pensiero unico mediatico nostrano (dalla carta stampata alla tv).

Il Corriere della Sera (preso come modello standard) ha titolato enfatico nell’apertura: “Migranti, Salvini fa il muro”. Evocazione ideologica chiara: Salvini come Trump. E guarda caso scendendo verso il taglio centrale del giornale, la foto-notizia atta a colpire, indignare le coscienze buoniste del mondo, delle due povere vittime Oscar Martinez Ramirez e la figlia Valeria di 23 mesi, morti nel Rio Grande, mentre “sognavano” (verbo scelto dal Corriere) un futuro negli Usa.

Ancora l’accusa è a Trump e al suo muro e alle sue politiche anti-immigrazione clandestina. Trump come Hitler, dimenticando che ha dalla sua la maggioranza degli americani. Il tutto per mobilitare i democratici, i progressisti, i liberal, i radical, i globalisti.

Ma non basta, l’altra foto riguarda direttamente il governo italiano (anomalia pericolosa da fiaccare ed eliminare), e l’annosa questione dei posti chiusi.
“Il Salvini fa il muro” spiega la ragione dello sbarco negato alla Sea Watch e quindi, la scelta romantica, obbligata, e coraggiosa della nave di forzare il blocco a largo di Lampedusa.
E anche qui l’impatto emotivo studiato a tavolino e ripreso dalle nostre tv, da Agorà a Omnibus.

Il mostro è Salvini, che considera la nave fuorilegge, una nave pirata. La notizia non è naturalmente, la nave fuorilegge che forza il blocco, ma la nave costretta a bypassare le leggi, in nome e per conto dell’umanità, contro il razzismo fascistoide di Salvini.

Qual è il messaggio che deve arrivare agli italiani? Il solito, ci sono i buoni, bravi, prefetti, giusti che da professionisti dell’umanità, custodi del bene, incarnazione della morale, dell’etica, della democrazia e dell’uguaglianza, possono violare le regole. E chi invece, è cattivo, medioevale, nazionalista, egoista, che difende le frontiere, le regole e gli italiani.

Da questa guerra non si uscirà mai. C’è dietro non la verità, la realtà, il bene comune, ma la recita, il marketing politico, il gioco delle parti.
Come mai non vengono pubblicate in prima pagina, ad esempio, le immagini dei feti abortiti al nono mese negli Usa? Come mai ci si indigna unicamente per i piccoli migranti morti?

Ecco, è una scelta di campo ben precisa. Come mai ci si indignava a suo tempo, contro Berlusconi, agitando la Costituzione democratica e antifascista e poi oggi si ignorano le leggi quando c’è l’umanità di mezzo (modello-Riace)? In questo caso la Costituzione diventa carta straccia?

La sinistra nazionale e internazionale poi, fallimentare nelle ricette, nelle idee, a corto di leader, da un po’ si attacca ai nuovi miti mediatici. Con Greta ha tentato di costruire un populismo ecologico; con la Capitana Carola Rackete della Sea Watch, sta disegnando una sorta di eroina anti-Capitano (Salvini).
Peccato che la tedesca appartenga allo stesso poco credibile dna dei radical-chic italioti ed europei (che pensano alla fine del mondo, contro quei tanti che pensano alla fine del mese): bianca, ricca, 5 lauree, per definizione progressista, forse per senso di colpa ha pensato di riscattarsi col pauperismo marittimo.

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