Appello di Grillo al Pd, parla Meluzzi: “Lui ha un obiettivo finale”

Interviste

«Mi appello al Pd, alla base dei ragazzi del Pd: siate contenti, abbiamo un’occasione unica che non si riproporrà più così». Con un messaggio video Beppe Grillo ha “benedetto” la nascita del governo giallorosso, o Conte 2.0 e indirettamente ha “sfiduciato” Luigi Di Maio colpevole di aver seminato troppi ostacoli sulla strada dell’accordo. Un Grillo che, per la prima volta, sembra andare controcorrente, passando dall’essere bastian contrario a garante dell’alleanza con un Pd contro cui in passato ha sparato alzo zero. Dal Pd si sono affrettati a raccogliere l’invito, iniziando dal segretario Nicola Zingaretti che in un tweet ha in pratica detto all’ex comico di condividere il suo appello e di essere pronto ad aprire una nuova fase. Una novità non da poco. Ne abbiamo parlato con lo psichiatra, scrittore e opinionista Alessandro Meluzzi, autore del libro “I Dorostellati”.

Ha visto il video di Grillo e quell’invito ai giovani del Pd a buttare il cuore oltre l’ostacolo? Cosa ne pensa?

“Guardi, l’errore più grande che si possa fare è considerare Grillo soltanto come un comico, o un ex comico, che ad un certo punto si è messo a fare il guru di un movimento politico rivoluzionario. In realtà lui non è stato mai, a mio giudizio, estraneo a quell’establishment che dice di combattere. Il suo percorso parte da molto lontano, ha accompagnato lui stesso la fine della prima repubblica quando in televisione ha iniziato la demolizione di Craxi con la celebre frase ‘ i socialisti sono tutti ladri’, sostenendo poi l’annichilimento della Democrazia cristiana e l’avvento di tutte le formule politiche che sono nate sulla scia della crisi dei partiti tradizionali e di Tangentopoli. Non ho problemi a definirlo un agente del globalismo planetario da tempo immemorabile”.

Addirittura?

” Ma certo, e guardi che anche la fondazione del M5S sta dentro la logica globalista. Si sapeva che il partito globalista e migrazionista per eccellenza, ovvero il Pd, stava in crisi e che serviva una ruota di scorta su cui convogliare la miscela di moralismo, giustizialismo, assistenzialismo meridionale che prendeva sempre più consistenza nel Paese. Una miscela formata dalla saldatura fra elettorati di sinistra e di destra giustizialista e legalitaria alla Di Pietro, per arrivare allo straordinario risultato delle politiche del 2018. Adesso che il Movimento ha svolto la sua missione, lo si può tranquillamente ricondurre e riaggregare all’area del Pd e Grillo sta continuando egregiamente a svolgere la sua funzione, traghettando i 5 Stelle nell’alveo di un nuovo centrosinistra”.

Il Pd ha sempre disprezzato Grillo, in quanto simbolo dell’antipolitica, dell’odio anti casta e dell’imbarbarimento culturale. Oggi il segretario Zingaretti con un tweet raccoglie pubblicamente l’invito del comico. Anche questo un segnale da cogliere?

“Non c’è nulla di cui meravigliarsi in questo. A mio giudizio continuiamo a guardare le mosse dei ‘pupi’ senza preoccuparci dei ‘pupari’. Sopra a Grillo e Zingaretti c’è chi muove i fili, dividendo e riaggregando le situazioni a seconda delle proprie convenienze ed esigenze. Questi pupari stanno lavorando da tempo per costruire un’Italia asservita all’asse Merkel-Macron, che contrasti il sovranismo e promuova la logica migrazionista che sta trasformando il nostro Paese in un grande campo profughi con la benedizione anche delle gerarchie cattoliche. In questa dimensione dobbiamo aspettarci di tutto, dall’eutanasia alla patrimoniale per costringere gli italiani a dismettere il loro risparmio privato e il loro patrimonio immobiliare in favore di agenzie anglo- franco- tedesche. Guarda caso domani celebreremo l’anniversario dell’ armistizio di Cassibile dove svendemmo la nostra sovranità agli anglo americani senza più riacquistarla”. 

Lega e Fratelli d’Italia hanno chiamato gli italiani alla piazza. Basterà questo?

“Dobbiamo prepararci ad una lunga traversata nel deserto, perché le piazze se non sono rivoluzionarie servono a poco, se non a fare testimonianza. Leo Longanesi diceva che l’Italia era il Paese dove le uniche rivoluzioni erano state fatte con il permesso del maresciallo dei Carabinieri, e Prezzolini aggiungeva che da noi non si fanno rivoluzioni perché ci conosciamo tutti troppo da vicino. Grandi speranze rivoluzionarie in Italia non ci sono mai state e mai ci saranno. Credo invece in una strategia di lunga durata perché, come è ormai evidente in gran parte d’Europa, la linea del globalismo migrazionista esasperato, prima o dopo,  produrrà una inevitabile reazione dei popoli”.

Quanto pensa possa durare il governo giallorosso?

“Almeno fino all’elezione del Presidente della Repubblica per consentire l’avvento di Romano Prodi al Quirinale come vogliono a Bruxelles le cancellerie europee. Questo sarà il compito finale di Grillo e del Pd, poi tutto potrà accadere. Ma fino a quella data l’alleanza dovrà reggere a tutti i costi”. 

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