Se Renzi… la nuova tendenza su twitter e le ipotesi del nuovo partito

Politica

“Non si fa politica con i risentimenti personali ma mettendo al centro il bene comune. Buon lavoro al nuovo Governo, viva l’Italia” è il tweet di Matteo Renzi che ben inaugura la settimana politica, prendendo in considerazione anche l’apertura di Dario Franceschini per le Regionali ad un asse con gli alleati di governo, i 5Stelle.

Pare insomma sia scoppiato l’amore fuori dal Palazzo, ma all’interno del Pd la situazione è meno romantica, politicamente parlando.

E ora il trend hashtag su twitter è proprio ‘Se Renzi’… Il Sussidiaro scrive infatti: Se #Renzi dovesse rompere,il quadro politico italiano ne uscirebbe terremotato. Il #Pd sarebbe lacerato e spinto verso sinistra,con l’ex premier impegnato a costruire una formazione che guarda al centro che potrebbe attrarre anche spezzoni di Forza Italia.

Ribatte un altro utente: “Dirò di più. Se Renzi molla davvero il PD, può diventare un interlocutore del centro-destra. Ma deve rompere i ponti, sia col PD, sia col Cinquestelle. Renzi deve far cadere il Governo. Poi si tratta”.

Il grande interrogativo è su cosa farà davvero l’ex premier che tiene i parlamentari Pd nel pugno di mano.

D’altronde se fondasse un suo partito avrebbe bisogno di tempo ed energie per strutturarlo. E sicuramente prenderebbe voti di centrodestra delusi, mentre il Pd potrebbe riacquistare quelli dei delusi di sinistra, almeno spero. Comunque la scissione sarebbe utile sicuramente per qualcun altro, oltre che per lui.

Ma siamo sicuri che se Renzi si sbrigasse a dividere il PD, lo seguirebbero tutti i renziani, circa 25, e tutti i prossimi fuoriusciti di Forza Italia e UDC, almeno una decina?

Certo è che si sta cercando in ogni modo di farlo passare per un capriccioso ma il punto è, dice un’altra utente, che se come vuole Zingaretti il Pd riaccogliesse chi gli ha fatto perdere il referendum, Bersani, D’Alema &friends, Renzi sarebbe costretto a uscire. E se Renzi si staccasse dal PD a Zingaretti non rimarrebbe che una sola scelta: la crisi di governo ed elezioni.

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