Salvini archivia l’autosufficienza della Lega: il futuro è con Silvio

Politica

Nemmeno due mesi fa dichiarava che in caso di elezioni la Lega avrebbe corso da sola, che non aveva bisogno di alleati e che Forza italia era inaffidabile. Al punto da sostenere, e forse anche pilotare, la scissione di Giovanni Toti per svuotare definitivamente il bacino elettorale degli azzurri.

Ma era un’altra epoca. Eppure stiamo parlando di un mese e mezzo fa circa, ma un mese in politica può equivalere ad un secolo.

Due mesi fa Salvini volava con i sondaggi in poppa che lo davano vicinissimo al 40%. Poi c’è stata la crisi di governo, è arrivato l’esecutivo giallorosso, il sogno di andare presto ad elezioni è definitivamente svanito e adesso anche il progetto dell’autosufficienza è destinato ad andare in soffitta. Almeno per il momento.

Perché il Salvini di oggi è un “Salvini redento” (come lo ha definito lo stesso Berlusconi) che crede fermamente nell’unità del centrodestra, perché “si vince soltanto giocando in squadra”. 

Una giravolta a 360 gradi, dopo aver anche preso atto di un certo calo nei sondaggi. E poco importa se poi gli azzurri hanno dichiarato ai quattro venti che il centrodestra non sarà mai sovranista e in Europa Berlusconi e company continuano a stare nel Ppe.

Riferendosi infatti ai rapporti tra i partiti del centrodestra e delle prossime elezioni regionali in Umbria, Salvini ha detto: “C’è una squadra, preferisco sempre il gioco di squadra. Servono undici giocatori per vincere la partita, uno solo non può vincere”.

Poi ancora: “La coalizione non è ferma solo a Lega, Fi e Fdi ma stiamo cercando di coinvolgere anche altri, come in Umbria, dove ci saranno le liste civiche, la lista del candidato. E in questo perimetro c’è un movimento guidato da Silvio Berlusconi. Chi sono io per dire tu sì o tu no. Governiamo importanti regioni, in migliaia di comuni. Quindi l’obiettivo è includere”, ha concluso.

Addio opa sovranista sul centrodestra? Per il momento sembra proprio di sì perché, se la Lega in base agli ultimi sondaggi è ancora il primo partito, si è allontanata molto da quello che, fino ai primi di agosto sembrava un traguardo ormai a portata di mano: la conquista del 40% che avrebbe permesso al Carroccio e a Fratelli d’Italia di fare a meno dei forzisti.

Che adesso invece sono tornati centrali e pronti a dettare legge. Come sul sistema elettorale con Silvio Berlusconi che, pur aprendo al maggioritario tanto caro a Salvini, ha però specificato la necessità di una quota proporzionale che impedisca il predominio del partito più forte su tutti gli altri. Una sorta insomma di “assicurazione sulla vita”.

Insomma, oltre ad aver perso il governo, staccando la spina al Conte 1, Salvini sembra essersi giocato pure la leadership del centrodestra.

 

 

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