Umbria. Il caso Bianconi fa capire la partita in atto

Politica

Un tempo si diceva centro di gravità permanente, adesso in vista del prossimo voto regionale del 27 ottobre, si può dire “Umbria di gravità permanente”.
Su questa consultazione pesano e passano, infatti, tutti gli interessi a 360 gradi: politici, economici, istituzionali.

L’opposizione di centro-destra misurerà la sua capacità di aggregazione, di unità e di reazione popolare dopo l’uscita di Salvini dal governo. In poche parole, deve vincere, per evidenziare la scollatura tra paese reale (interpretato dal sovranismo) e il paese legale, quello dell’inciucio, del Conte-2, della paura di Salvini, delle poltrone. Palazzo che nega al popolo italiano il diritto di scegliersi il governo che vuole.

Si ripeterà la formula marciare divisi per colpire uniti? Nel recente incontro milanese, Salvini, Meloni e Berlusconi hanno ribadito la necessità di una nuova coesione per battere le sinistre. Anche perché il ricorso alle urne in Umbria è stato dovuto allo scandalo altrimenti detto Concorsopoli o Sanitopoli, che ha portato alle dimissioni della governatrice dem.
Ma sul campo si ripeterà la rappresentazione plastica del vecchio modello del 1994? Sicuramente no. Salvini, pur se ridimensionato, pensa ancora ad un listone o a un centro-destra a trazione leghista, mentre Silvio, fortemente in ribasso elettorale, spera nella riedizione di uno schema moderati vs sinistre.

La Meloni è il perno tra i due litiganti. Dovrebbe guadagnare dall’erosione tuttora limitata di Salvini, ma il suo sovranismo-conservatore non sembra convincere. Troppo a ridosso tra verdi e azzurri.
Al momento la candidata governatrice Donatella Tesei è ancora in testa, ma si tratta di una superiorità striminzita, in calo.

La sinistra, dal canto suo, ha agito con intelligenza. Forte della sua nuova geografia (Pd, 5Stelle, il teorema giallorosso), ha puntato sul civismo. Un modo furbo per evitare il giudizio diretto degli umbri, naturalmente inviperiti per lo scandalo della sanità, i concorsi agli amici degli amici e gli effetti nefasti di uno strapotere sinistro che dura da troppo tempo.

Per i dem la fuga verso le liste civiche avrebbe dovuto portare all’imprenditore progressista Cucinelli, che ha fatto lavorare mezza regione, gode di buona stampa e ottima credibilità. Per i grillini, il ricorso a candidati governatori “terzi”, un modo per sfuggire ai mal di pancia, legati alla transumanza dalla Lega al Pd, che sul territorio non è stato molto gradito.
E come noto, dopo una serie di bocciature, veti incrociati, proposte impossibili, si è giunti a Vincenzo Bianconi, imprenditore alberghiero, figlio di cotanto padre.

Una scelta che ha comportato immediate e prevedibili reazioni, nella guerra all’ultimo sangue. Chi è andato a scartavetrare, avrebbe scoperto un giro di soldi per il sisma a Norcia, finiti nei suoi hotel.
Vero, falso? Sarà la magistratura a dircelo, ma dà il senso della partita in gioco. E degli interessi in ballo.

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