Renzi. Le sue tre anime e la sua unica strategia: “Sereni tutti”.

Politica

Le tre anime di Renzi. Parlare di lui è sempre estremamente difficile e complesso. Tenere un filo è come cambiare registro ogni volta. Il personaggio è versatile e volatile, eppure ha una sua coerenza e logica.

Fin dal suo esordio in politica è rimasto fedele ad un percorso: dal Partito popolare, l’anima sociale del cattolicesimo, al Pd, partito progressista. Ora, con Italia viva, il suo cammino sembra inverso, ma de facto, non è così; è lo stesso: dalla sinistra al centro, un centro riformatore che ingloba certa sinistra e soprattutto i moderati di destra, attualmente senza casa e sballottati e a disagio nello schema sovranista.

E poi, ogni volta che Renzi affonda, risorge, come l’araba fenice. Dentro e fuori il suo ex partito, dentro e fuori i governi e dopo il referendum perso del 4 dicembre, l’ultima mega-rinascita, grazie agli errori di Salvini.
E adesso che ruolo ha? Ha partorito il governo giallorosso, lo tiene in pugno, condiziona Conte, Di Maio, Zingaretti (che lo tollerano e lo odiano), alza il tiro quotidianamente (facendo valere i suoi numeri alla Camera e al Senato), fa il guastatore specularmente a Di Battista e Salvini, pensa alle elezioni (nel frattempo si organizza), e al contrario, si accredita come salvatore della patria, costruisce il futuro al di là della mesta cronaca di Palazzo Chigi.

Per capirlo basta leggere in controluce la recente intervista rilasciata al Messaggero.
La sua comunicazione è piena di messaggi in codice che vanno colti; segnali precisi ai diretti interessati della maggioranza.

Strategia-1, “Di Maio stai sereno”, della serie, rompo gli schemi grillini e offro sponde ai contestatori dell’attuale leadership del ministro degli Esteri: “Il fatto che Di Maio non vada al G20 per riunioni politiche in Italia è gravissimo. Quanto ai parlamentari grillini, se vogliono andare al voto, lo dicano. Certo è che dopo la riforma costituzionale per ridurre a 600 i parlamentari adesso devono essere coerenti, si taglino davvero i 345 seggi eccedenti. E la pattuglia grillina sarà decimata. Contenti loro”.

Strategia-2, “Conte stai sereno”, della serie salto, svuoto il governo. I fatti: Italia viva ha disertato il famoso vertice di Palazzo Chigi sul Salva-Stati, ma ha chiesto un incontro personale col premier: “Noi abbiamo offerto un aiuto a Conte”. Negando platealmente l’aiuto alla maggioranza.

Strategia-3, “Di Maio, Zingaretti, Conte, state sereni”, della serie sono indispensabile: “Fosse per me si voterebbe nel 2023, ma non lo ha ordinato il medico di stare tutti insieme”. Ma come, non è stato Renzi a creare le condizioni per formare questo governo? Certo, da una parte pensa al voto, dall’altra, ha già detto che “Conte o non Conte, il governo andrà avanti”. Un pensierino a Draghi?

Strategia-4, “Governo alternativo”. I fatti: “Italia-shock ha progettato i numeri per sbloccare 120 miliardi per i cantieri, ha pensato a come portare a 59 miliardi il costo del debito (dall’attuale tetto è di 77 miliardi).

Strategia-5, “Silvio stai sereno”, della serie guardo ai moderati forzisti. Voto come loro sulla giustizia (oggetto, la prescrizione). “Volere una giustizia senza fine vuol dire proclamare la fine della giustizia”. Una frase che ha fatto indignare i suoi alleati dem, pentastellati e Leu: “Su questo la pensa come Berlusconi”.

Strategia-6, della serie “la Repubblica renziana”: “Nessuno ha la più pallida idea di quale sia la proposta del governo sull’Autonomia”. Tradotto, c’era il lascito dell’accordo gialloverde tra Salvini e Di Maio, e l’attuale lavoro di Boccia: tutto cassato.
Renzi costruisce con chi rompe e rompe con chi costruisce.
Più chiaro di così.

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