Caso diplomatico Libia, l’opposizione si ricompatta e attacca Conte

Esteri Politica

Ci voleva la “gaffe” del premier Conte sulla questione libica per ricompattare l’opposizione. L’incontro con Serraj e Haftar alla fine è stato un flop col la marcia indietro di Serraj, che poi altro non è che l’alleato del governo italiano. E il caso non è passato inosservto. 

“Il presidente del Consiglio per portare pace in Libia prima parla con quello che bombarda e poi viene ignorato da chi viene bombardato. E l’abc, nemmeno un bimbo dell’asilo farebbe un errore del genere”. A usare parole tanto dure è stato l’ex ministro e leader della Lega Matteo Salvini, iniziando il suo tour elettorale concentrato oggi tutto in provincia di Reggio Emilia. “La Libia- ha spiegato Salvini- è fondamentale perchè è casa nostra. È importante per Eni, per l’energia, per le aziende italiane e per l’immigrazione. Se anche in Libia arrivano i turchi che controllano le frontiere a oriente e si beccano 6 miliardi, va a finire che le controllano anche a sud per chiederne magari altri sei. E noi siamo ostaggi”. Insomma ” mi sembra una follia”, ha poi concluso il leader del Carroccio.

Ma anche Berlusconi non resta a guardare e con Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato, critica l’azione del presidente del Consiglio: “Basterebbe una citazione di Emilio Fede già passata alla storia per descrivere la figura fatta dal governo italiano sulla Libia. L’ansia dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte di dover far qualcosa a tutti i costi dopo la totale irrilevanza dell’Italia sul fronte della crisi internazionale ha prodotto un papocchio che troveremo nei manuali della diplomazia come esempio di dabbenaggine. Suona dunque come una beffa l’invito odierno del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, a ‘fare squadra’: il governo che prima decide di non giocare la ‘partita’ per manifesta inferiorità e poi appena entra in campo viene espulso per gioco pericoloso ora reclama la responsabilità delle altre forze politiche. Nonostante tutto, Forza Italia che con il suo Presidente Silvio Berlusconi ha scritto pagine di storia in campo internazionale, conferma di essere schierata come sempre dalla parte dell’interesse del Paese e della tutela dei nostri militari. Aspettiamo segnali di maturità da chi ha esposto l’Italia a questa goffa e pericolosa figuraccia”.

Non resta indietro ma incalza anche Giorgia Meloni, leader di FDI: “Devo dire che l’irrilevanza del Governo italiano in queste ore è una cosa mai vista prima, sia per quanto riguarda lo scenario medio orientale e sia per quello che riguarda lo scenario libico che mi preoccupa ancora di più. Segnalo che l’Italia non sta toccando palla e con lei non sta toccando palla l’Europa”.

Poi si concentra sulle contraddizioni di una politica estera in grande caos. “L’Europa nella partita libica ha giocato un ruolo che dimostra la sua totale inconsistenza. La comunità internazionale – ha sottolineato Meloni – sosteneva Serraj e intanto la Francia andava a sostenere Haftar e nessuno ha chiesto conto alla Francia e all’Europa del fatto che non si parlasse con una voce unica. Oggi il governo italiano per l’esposizione che l’Italia ha verso la Libia – ha concluso – dovrebbe dire: ‘l’Europa parli con una voce sola e sia l’Italia a detenere il dossier sulla Libia’, pero’, per farlo c’e’ bisogno di un governo che conti qualcosa”.

E ora anche l’Ue si accorge che il blocco navale è l’unica soluzione per porre rimedio ad una situazione incandescente che vede la Libia terra di conquista e crocevia di traffici illegali che alimentano la preoccupazione del governo italiano che ha molti interessi in quella terra.

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