M5S, spunta l’asse Di Maio-Di Battista. Contro Conte e Grillo

Politica

Il futuro del Movimento 5 Stelle si chiama Alessandro Di Battista? Gianluigi Paragone non ha dubbi, se vogliono salvarsi i pentastellati dovrebbero affidarsi a lui, senza se e senza ma.

Nelle ultime ore sono in tanti, anche fra i commentatori e politologi, a paventare un accordo fra Luigi Di Maio e Dibba per salvare il Movimento dall’abbraccio definitivo con il Partito Democratico e riportarlo alle origini. Ne è convinto per esempio Franco Bechis, a detta del quale è molto improbabile un ritorno in campo del Ministro degli Esteri. “Tenterà l’asse con Alessandro Di Battista per far approvare una linea autonomista dai due poli – profetizza il direttore de Il Tempoanche se difficilmente riuscirà a passare, perché il padre fondatore, Beppe Grillo, vorrebbe una fusione con il Pd”.

Negli ultimi tempi i rapporti fra i due si erano fatti molto tesi, soprattutto perché Di Battista aveva criticato sin da subito l’accordo con il Pd e la nascita del governo giallorosso e aveva preso le difese di chi, come Paragone, non aveva votato la fiducia all’Esecutivo Conte 2 e alla manovra economica.

Eppure, a sentire i bene informati, sembra che nelle ultime settimane Di Maio e Di Battista siano tornati a parlarsi, già prima che “Gigino”  annunciasse le dimissioni da capo politico. Ed entrambi avrebbero convenuto sulla necessità di impedire “l’operazione Grillo”, ovvero l’ingresso del M5S in un’alleanza di centrosinistra, il famigerato “polo progressista e riformista” auspicato dal premier Conte che sembra volersi ritagliare il ruolo del federatore.

Va anche detto che Di Maio ha subito molte delle ultime scelte prese dai pentastellati e che lui avrebbe volentieri scongiurato, dalla riproposizione di Conte premier all’alleanza col Pd in Umbria, finendo con le ultime elezioni regionali dove l’ex capo politico non avrebbe voluto neanche partecipare.

Adesso con gli Stati generali di marzo, i 5 Stelle dovranno decidere il loro destino: restare autonomi o scegliere definitivamente il campo del centrosinistra?

A volere l’alleanza organica con il Pd è Beppe Grillo, che non a caso per la guida del Movimento starebbe puntando su figure funzionali a questo progetto. Il suo candidato prediletto sarebbe l’attuale ministro per lo Sviluppo economico Stefano Patuanelli, che è anche molto vicino al premier Conte e sarebbe gradito anche al presidente della Camera Fico.

Su Di Battista invece convergerebbero “gli ortodossi”, ovvero quelli che vogliono mantenere la purezza originaria, sono contrari al matrimonio politico con il Pd, vogliono un cambio di passo nel governo riportando al centro le battaglie storiche del Movimento.

Un’operazione che però deve scontrarsi con la potenza mediatica di Grillo che, come dimostrato in più occasioni, è ancora in grado di catalizzare il consenso intorno a lui, imporre le sue decisioni e farle passare senza problemi all’approvazione della Piattaforma Rousseau.

Va detto tuttavia che la prospettiva di un’alleanza organica con i dem spaventa molti nel M5S, soprattutto nella base, e una figura carismatica come Di Battista (che fino ad oggi è rimasta molto sullo sfondo), magari in tandem con il sindaco di Torino Chiara Appendino come auspicato da molti, potrebbe oscurare la potenza mediatica del fondatore e sparigliare le carte. E il sospetto che Di Maio abbia fatto il passo indietro per farne fare uno in avanti a Dibba, si sta facendo ogni giorno più concreto.

 

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