conte

Governo. Conte stai sereno, parola di Renzi. Altro che cronoprogramma

Politica

Ma cosa pretendeva Conte: un governo stabile, con un programma omogeneo, sintesi amministrative di alto livello, una maggioranza frutto del voto e della libera scelta degli elettori?

Non funziona così. Il premier sta raccogliendo quello che ha seminato. Chi di strategia di Palazzo colpisce, di strategia di Palazzo perisce. Non basta annunciare che il governo gialloverde sarebbe stata l’unica sua esperienza politica, dopo di che sarebbe tornato a fare il docente universitario. Gli italiani non dimenticano.
Non bastava ricredersi velocemente col governo giallorosso e inventarsi paladino di un nuovo riformismo, del nuovo umanesimo 2.0 per cambiare veste e sperare nell’impunità, nel salvacondotto della Grazia. Un “miracolo” supportato da quei partiti, Pd e 5Stelle che se le erano date di santa ragione: “Mai col partito di Bibbiano, mai con i grillini”. E anche qui, gli italiani non dimenticano.
Adesso Conte insiste pure per varare un cronoprogramma sicuro, tavoli basati sul rispetto autentico e obiettivi comuni. Progetti salvifici per l’Italia.

La verità è che l’esecutivo paga la sua genesi, le ragioni della sua formazione. E’ nato per fermare la Lega e per impedire il voto: un mix di trasformismo, opportunismo, carrierismo, con l’ambizione di rioccupare i gangli della vita pubblica (si pensi alle prossime incombenti nomine), e cancellare le leggi varate specialmente da Salvini (decreti sicurezza, legittima difesa etc).
Quindi, il governo non può smentire sé stesso. Stia sereno Conte, Renzi non andrà troppo in là. E’ soltanto ossessionato dai numeri e dalle percentuali che lo danno al di sotto del tetto sufficiente a raggiungere una rappresentanza parlamentare degna di nota.
Fa interdizione, scompagina, destabilizza, provoca, minaccia (la prescrizione) unicamente per visibilità, per smarcarsi, distinguersi per ottenere consenso.
E questo il capo del governo l’ha capito perfettamente. Alla riunione per sottoscrivere l’agenda 2020 infatti, non ha nascosto la sua rabbia, la sua indignazione e la sua preoccupazione per le eccessive perturbazioni e turbolenze causate da Italia viva. Ma non è che i problemi interni dei 5Stelle siano meno pericolosi e meno gravi, divisi come sono tra collaborazionisti con i dem, autonomisti (identitari doc) e nostalgici della Lega. Crimi avrà le sue gatte da pelare in vista dei prossimi Stati generali. E Di Maio?

Notizia: pure i grillini sono ossessionati dalla esigenza di non farsi cannibalizzare, vampirizzare dai partner: è accaduto con Salvini, rischiamo lo stesso con Zingaretti.
Conte ambisce a reggere il più a lungo possibile, dopo di che si farà un suo partito (l’ha ammesso). Ma gli appuntamenti economici, il coronavirus, il referendum sul taglio dei parlamentari, la reintroduzione dei vitalizi, la riforma del sistema elettorale, la giustizia, sono e restano argomenti spinosi, dove tutti i partiti giocheranno la loro partita.
Conte ricattato? C’è già qualche responsabile che al Senato non farà mancare i numeri a Palazzo Chigi. Lo dicono in molti.
Ma è troppo poco per le ambizioni dell’avvocato del popolo, ora avvocato della casta.

Condividi!

Tagged

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.