Faccia a faccia Renzi-Conte. Italia Viva studia l’exit strategy

Politica

“Matteo Renzi e Giuseppe Conte si vedranno la prossima settimana, per la prima volta dalla nascita del governo. Poi il premier, forse nei primi giorni di marzo, andrà in Aula a presentare l’agenda di governo 2020-2023”. E’ quanto riferisce oggi l’Ansa facendo seguito alle dichiarazioni di ieri del premier che da Bruxelles ha detto che “la mia porta è sempre aperta” per incontrare il leader di Italia Viva.

Ebbene, l’incontro si terrà a breve, ma quale sarà l’esito è tutto da vedere. Anche ieri i renziani sono tornati a puntellare il governo, criticando quello che definiscono “l’immobilismo dell’esecutivo” e annunciando un piano choc che porti a sbloccare le opere pubbliche ancora ferme.

Le posizioni restano distanti su tutto; dalla giustizia, dove Iv insiste con la sfiducia al ministro grillino Bonafede, all’economia, con la richiesta di cancellazione del reddito di cittadinanza, per finire appunto con lo sblocco di tutte le infrastrutture ferme al palo.

Intanto però Renzi continua a mandare segnali in direzione del centrodestra. Dopo aver votato con l’opposizione sulla Giustizia e su alcuni ordini del giorno collegati al Decreto Milleproroghe riguardanti prescrizione e concessioni autostradali, il colpo di scena è arrivato con la proposta dell’elezione diretta del premier, tema che si sa è da sempre un cavallo di battaglia del centrodestra, sin dai tempi del governo Berlusconi.

Tuttavia sul fronte opposto la proposta sembra essere stata accolta con molta freddezza. Forza Italia e Fratelli d’Italia non sembrano averla presa troppo in considerazione ritenendola allo stato attuale assolutamente impraticabile. Anche in casa Lega Salvini si è mostrato molto scettico, nonostante siano filtrate notizie di una disponibilità al dialogo che vedrebbe in prima linea il vice Giancarlo Giorgetti. Ma che si possa passare dalle parole ai fatti è tutto da vedere.

Rumors di palazzo danno per scontato che l’incontro fra Renzi e Conte si chiuderà con una rottura e forse è proprio quello che il leader della Lega sta aspettando che avvenga. Soltanto in quel momento capirà se varrà o meno la pena di aprire realmente un dialogo con Renzi, e magari dar vita ad un esecutivo di scopo o di fine legislatura che porti ad elezioni anticipate non oltre la primavera del 2021.

Ma continua ad aleggiare lo spettro dei “responsabili”. Al momento non sono ancora usciti ufficialmente alla scoperto, ma anche questi starebbero alla finestra in attesa di capire se la rottura fra Italia Viva e il resto della maggioranza ci sarà davvero o sarà l’ennesimo falso allarme.

Renzi pare abbia messo in conto la probabilità che una volta lasciata la maggioranza, arrivino in soccorso di Conte parlamentari dall’opposizione e dal gruppo misto, dando vita ad una terza edizione del governo, una sorta di Conte ter. Ma per il leader di Italia Viva sarebbe come prendere due piccioni con una fava. Perché il soccorso dei responsabili permetterebbe comunque al governo di avere i numeri per andare avanti scongiurando lo scioglimento anticipato della legislastura, e al tempo stesso permetterebbe ai renziani di poter passare armi e bagagli all’opposizione.

Renzi si è reso conto che stare al governo non sta portando frutti alla causa di Italia Viva che non cresce nei sondaggi e anzi rischia di perdere i pochi consensi acquisiti, e ha capito che potrebbe ottenere molto di più passando dalla parte opposta della barricata, combattendo l’esecutivo Pd-M5S- Leu e stampelle varie. Magari facendo concorrenza a Salvini nel campo populista.

All’ex leader dem non resta quindi che studiare il modo migliore per uscire da quella che ormai considera la “palude governativa”.

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