Il governo ha rinviato il referendum per il taglio dei parlamentari. La consultazione referendaria per portare i seggi da 630 a 400 alla Camera e da 315 a 200 al Senato era prevista per il 29 marzo, ma naturalmente l’emergenza rappresentata dal coronavirus ha richiesto un rinvio.
Una decisione quasi inevitabile, innanzitutto per ragioni di ordine sanitario (evitare l’assembramento nei seggi e il rischio di favorire l’ulteriore diffusione del contagio) ma anche per ragioni politiche e di opportunità. Si è voluto scongiurare un prevedibile astensionismo record, come quello che si è registrato alle suppletive del collegio 1 di Roma domenica scorsa proprio a causa del timore del contagio, e forse anche una inevitabile riduzione degli spazi del confronto democratico.
In un momento in cui la comunicazione mediatica è monopolizzata proprio dal coronavirus, sarebbe stato materialmente impossibile garantire spazi di informazione adeguati per le ragioni dell’una o dell’altra parte in campo. Un referendum quello sul taglio dei parlamentari di cui, in questo preciso momento, agli italiani importa molto poco o nulla.
Non è stata ancora fissata una nuova data, ma non si potrà andare oltre il prossimo 31 maggio. Questo perché la legge istitutiva dei referendum stabilisce tempi precisi fra l’accoglimento della richiesta referendaria da parte della Corte di Cassazione e lo svolgimento della consultazione. Non è da escludere quindi un possibile accorpamento con le regionali di primavera come richiesto dal reggente del Movimento 5 Stelle Vito Crimi.
La decisione del governo è stata accolta positivamente ma non sono mancate delle voci critiche soprattutto sui social.
Saggia la scelta di rinvio del #referendum. Le risorse risparmiate siano subito investite per affrontare l’emergenza del lavoro e della crescita.
— Lia Quartapelle ???? (@LiaQuartapelle) March 5, 2020
Giusto il rinvio del #Referendum sul #TagliodeiParlamentari. Sarebbe bene che si celebrasse una volta superata l’emergenza medico-sanitaria, con i cittadini liberi di essere informati, di partecipare alla campagna referendaria e di votare in condizioni di sicurezza.
— Simone Baldelli (@simonebaldelli) March 5, 2020
L’accorpamento richiesto da @vitocrimi a nome dei 5s é un imbroglietto anni ‘50, anni della legge truffa.
Si affrontino a viso aperto le posizioni reazionarie anti-parlamentari e quelle democratiche senza confondere le campagne elettorali con le amministrative.#referendum— Bobo Craxi (@bobocraxi) March 5, 2020
Sospeso data da destinarsi il referendum confermativo. Siamo in stato d‘ eccezione, ormai il governo fa tutto quello che vuole, sospendendo a tempo indeterminato la democrazia.
— Paolo Becchi (@pbecchi) March 5, 2020



