Berlusconi raccoglie l’assist di Conte: “Nessun appoggio al governo ma…..”

Politica

Giuseppe Conte chiama? Silvio Berlusconi risponde. Non è passata inosservata al leader di Forza Italia l’intervista del premier al quotidiano “di famiglia”, ovvero “Il Giornale” diretto da Alessandro Sallusti, nella quale Conte ha elogiato l’opposizione responsabile e costruttiva degli azzurri.

Berlusconi ha replicato intervenendo ieri sera al programma di Nicolo Porro “Quarta Colonna” su Rete 4. Da una parte ha gettato acqua sul fuoco delle polemiche rassicurando gli alleati del centrodestra sospettosi di fronte all’intervista a Conte da parte del suo giornale, ma ha anche rimarcato che Forza Italia farà gli interessi del Paese. Il leader forzista niente di meno si è richiamato a Papa Francesco per esaltare il ruolo di responsabilità assunto dal suo partito in questa vicenda e che Conte gli ha riconosciuto: “Come detto da Papa Francesco – ha risposto Berlusconi – i politici nella pandemia devono cercare il bene del Paese e non del proprio partito. Ci vuole un governo più efficiente e rappresentativo. In quel momento sarà il centrodestra unito a decidere cosa fare. Invito tutta Forza Italia ad astenersi dal prefigurare scenari che sono ancora molto lontani. All’Italia interessa come uscire dall’emergenza sanitaria ed economica”.

Poi però, per non far troppo sospettare Salvini e la Meloni Berlusconi aggiunge: “Noi abbiamo messo sul tavolo proposte con spirito costruttivo anche se questo governo delle quattro sinistre non lo potremo mai sostenere”. Una dichiarazione che apparentemente sembrerebbe chiudere le porte all’attuale esecutivo, ma non alla possibilità che ne possa nascere un altro con una diversa maggioranza. E non è escluso che possa essere sempre Conte a guidarlo, specie se si sarà liberato da quella che Berlusconi considera la “zavorra grillina”. Il fatto che Berlusconi non abbia fatto nomi lascerebbe presupporre la non sussistenza di un veto pregiudiziale nei confronti dell’attuale premier.

E non è nemmeno un caso che il leader di Forza Italia attacchi frontalmente la Cina: “Il tentativo di tenere nascosto il virus e minimizzare quello che stava succedendo – ha detto – è stato assolutamente deprecabile e ha avuto come conseguenza il dilagare poi dell’epidemia prima in Cina e poi in tutto il Mondo. Ecco non mi sembra che la Cina esca bene da questa vicenda, credo invece, che il mondo libero ne uscirà più consapevole del pericolo che io più volte ho denunciato di una egemonia globale, di un totalitarismo comunista nel ventunesimo secolo e quindi ne uscirà questo nostro mondo più determinato e capace di rispondere in modo unito e coerente”.

Una posizione che di fatto colloca il Cavaliere nella schiera del cosiddetto “partito americano”, ovvero di coloro che spingerebbero per Mario Draghi gradito agli Usa, contrapposto al “partito cinese” capitanato dal M5S, da Leu e da pezzi del mondo cattolico di sinistra che invece vedono come il fumo negli occhi l’ex presidente della Bce e punterebbero su Colao. Con Conte al centro a mediare.

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