Sondaggi, chi sale e chi scende. Lega, Pd e M5S uniti da un unico destino

Politica

Se si votasse oggi lo scenario sarebbe molto diverso da quello uscito dalle elezioni europee di un anno fa. 

Lo ha certificato un sondaggio di Euromedia Research reso noto ieri nel programma l’Aria che Tira su La7. E considerando che la società di rilevazioni diretta da Alessandra Ghisleri in genere ci piglia, ecco che per qualcuno i numeri cominciano a rappresentare un incubo.

Sicuramente sono un incubo per il leader della Lega Matteo Salvini che, sondaggio dopo sondaggio, vede scemare sempre di più il 35% sfiorato lo scorso anno. Non ha portato bene al Carroccio l’uscita dal governo gialloverde e nemmeno la gestione dell’emergenza Covid preceduta dalla sconfitta in Emilia Romagna. Secondo la Ghisleri oggi la Lega sarebbe ancora il primo partito italiano ma con circa dieci punti in meno rispetto alle europee. Sarebbe attestato infatti intorno al 24,7%.

Sarà per questo che Salvini non intende mollare la presa in vista delle elezioni regionali chiedendo con insistenza la candidatura di un leghista al sud, in Campania o in Puglia? O forse il Carroccio sta pagando troppo le reiterate oscillazioni fra la moderazione modello Giorgietti e l’estremismo anti europeista dei vari Borghi e Bagnai? O forse pesa il malcontento del nord contro la deriva sempre più marcatamente nazionalista di Matteo? 

Non va meglio al Pd, che dopo aver recuperato punti un anno fa, adesso sarebbe di nuovo in “zona rossa”, ovvero al di sotto del 20% con circa tre punti percentuali persi. Forse i dem stanno pagando troppo la sovraesposizione del premier Giuseppe Conte e una certa mancanza di azione politica in questi ultimi mesi?

Continua a calare il Movimento 5 Stelle, fermo intorno al 15% che sta pagando la crisi di identità e ancora di più il fatto di non saper svolgere il proprio ruolo di partito guida della maggioranza, schiacciato fra il learismo di Conte da una parte e i tentativi del Pd di determinare i destini del governo. Non è certo un caso se di fronte alla mancanza di una leadership forte, i pentastellati abbiano deciso di chiedere aiuto allo stesso Conte che secondo i sondaggi potrebbe essere l’unico, al momento, in grado di risollevare le sorti elettorali di un movimento sempre più condannato a veder dimezzata la propria truppa parlamentare. Il premier ci starebbe facendo un pensierino, ma adesso è spuntato Alessandro Di Battista a mettere ancora di più in difficoltà i 5 Stelle sempre più lacerati dalla lotta fra correnti.

Chi invece può cantare vittoria, al momento soltanto virtuale, è Fratelli d’Italia che è data al 13% con ben sei punti percentuali in più rispetto alle europee, sottratti probabilmente alla Lega. Una situazione che certamente non aiuta a rasserenare il clima nel centrodestra dove Salvini ormai da tempo si è trovato costretto a ridimensionare le sue pretese. Il fatto che si fatichi a chiudere le partita delle candidature regionali la dice lunga sul clima di alta competizione che si è creato all’interno della coalizione, non più fra Salvini e Berlusconi, ma ormai fra Lega e Fratelli d’Italia.

Ma nel fronte avversario le cose non vanno meglio. Appare evidente che l’attuale maggioranza in ordine sparso sarebbe condannata alla sconfitta. Si fa sempre più concreta la prospettiva di un’alleanza fra Pd ed M5S magari con Conte alla guida. Una prospettiva però destinata a spaccare il Movimento. Il primo banco di prova lo si avrà a Roma fra un anno dove dovrà esserre eletto il sindaco. Virginia Raggi coltiva la speranza di poter correre per un secondo mandato con l’appoggio dei dem che al momento le hanno chiuso però le porte in faccia. Ma un anno è lungo e tutto potrebbe cambiare.

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