Sì alle mascherine. Salvini e Meloni non vogliono far cadere Conte

Politica

Risalgono i contagi e il centro-destra, di fronte alle nuove regole di Conte (mascherine ovunque), sta tornando al punto di partenza.
Cioè, sta commettendo gli stessi errori dello scorso febbraio. Una comunicazione ambigua, debole, in bilico tra una generica responsabilità e l’incapacità di rappresentare quella piazza e quegli umori che vengono etichettati come negazionisti.

Finché si tratta di polemizzare sui soldi di Bruxelles, sul Mes, il Recovery Fund, tutto bene; Salvini e la Meloni hanno buon gioco a criticare le scelte di Conte, evidenziando i vulnus e le divisioni interne (le liti tra 5Stelle e Pd).
Un’opposizione unicamente mediatica che poggia su un’impostazione ideologica: il liberismo (il mastice residuale del centro-destra): libero mercato vs restrizioni, dovute al Coronavirus.

Manca una visione globale capace di andare oltre.
Meloni e Salvini non riescono fino in fondo ad affermare il primato della libertà, non solo economica.
La loro politica resta sempre a caccia di un facile consenso (visto che la gran parte degli italiani, ad esempio, è favorevole alla mascherina), ma non riesce a superare l’ostacolo. Come è accaduto anche per il referendum sul taglio dei parlamentari: è mancato il coraggio di stare veramente dalla parte del no, dopo aver abbracciato demagogicamente il sì, per non lasciare lo scettro del qualunquismo, del populismo anticasta a Di Maio. Una Meloni che diceva “io voto sì, ma se vince il no, cade il governo”. Un Salvini che ha lasciato la libertà di coscienza, a fronte di un Giorgetti pro-no. Morale, tanto caos e poche idee chiare dentro il polo sovranista. Così non va. E i risultati elettorali sono lo specchio di un’inversione di tendenza.

Manca proprio il coraggio di dare una vera spallata al governo e di assumere una posizione forte sul “Regime-Covid”, la gestione politico-sanitaria del virus. Un’opposizione reale e non formale alla dittatura che si sta costruendo strumentalizzando le paure degli italiani, ormai diventati cittadini-paranoici. Un governo che estende i poteri speciali, nega l’esistenza del piano pandemico nazionale, decide con i Dpcm, in sfregio alle libertà parlamentari e ai diritti costituzionali.

Forse il tema vero è che Meloni e Salvini, al di là delle schermaglie, non vogliono far cadere Conte. Troppe preoccupazioni, troppe problematiche, troppi contenziosi economici, troppi diktat dall’Europa, troppi dossier aperti. Meglio una comoda e parolaia rendita di posizione. Meglio pensare ai migranti, alla sicurezza che al futuro dell’Italia. Ma una domanda va fatta: a questo punto, quale primato degli italiani stanno tutelando?

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