Asse Renzi-Salvini contro Conte e fuga da FI. Rumors e (mezze) verità

Politica

La situazione politica, dopo la crisi di governo aperta da Italia Viva e la fiducia ottenuta dal premier Giuseppe Conte in Senato senza la maggioranza assoluta, si fa ogni giorno più complessa ma soprattutto si arricchisce di retroscena che sembrano contribuire a seminare e diffondere sospetti e diffidenze nei vari schieramenti. 

Nel campo del centrodestra si fa strada l’ipotesi di un accordo sottobanco fra i due Matteo, Renzi e Salvini, per indebolire Conte, costringerlo alle dimissioni e sostituirlo con un premier istituzionale. E quale quotidiano è più impegnato a delineare questo retroscena? Guarda caso proprio Il Giornale, ovvero quello di proprietà della famiglia Berlusconi. Sarà un caso?

Ecco cosa scrive il giornale diretto da Alessandro Sallusti: “Stando a quanto raccontano i retroscenisti, il piano del premier adesso sarebbe quello di sopravvivere e temporeggiare per due-tre settimane, provando a metter su a Palazzo Madama un gruppo di disponibili-costruttori che dia una mano all’esecutivo. Tuttavia, i numeri sono risicati e rischiano di far sprofondare nelle sabbie mobili i lavori parlamentari, soprattutto nelle Commissioni del Senato. E’ proprio qui, infatti, che la maggioranza di governo si trova in difficoltà dal punto di vista dei numeri. In particolare, annaspa in alcune Commissioni chiave, come la Commissione Bilancio, ma naviga a vista anche nelle commissioni Ambiente, Difesa, Esteri, Scuola e Sanità. Ecco perché Matteo Renzi e Matteo Salvini sarebbero pronti a fare fronda al Senato, mettendo in difficoltà il governo nelle varie commissioni. Pare, infatti, che ci sia stata una telefonata tra i due Matteo, accomunati dal tentativo di archiviare l’era Conte, anche se in momenti diversi. Il segretario della Lega e il leader di Italia viva si sarebbero confrontati – ieri al Senato – anche sull’eventualità che i senatori renziani votassero contro l’esecutivo in Aula, invece di limitarsi all’astensione. E così – per studiare la situazione fino all’ultimo minuto utile – Renzi ha fatto sapere a Salvini che avrebbe atteso la seconda chiamata. Alla fine, comunque, non se n’è fatto nulla, perché ci si è resi conto che lo strappo di Iv rischiava comunque di non mandare a casa Conte. In un secondo momento, però, i due si sarebbero messi d’accordo sulla necessità di far saltare al più presto la raccogliticcia maggioranza del Senato. Soprattutto nelle Commissioni”.

Fin qui il retroscena de Il Giornale, poi ripreso anche da Libero, che probabilmente non è stato divulgato così a casaccio. Perché dentro Forza Italia c’è tutta un’area che non apprezza affatto questo eventuale asse fra Renzi e Salvini e in molti sarebbero pronti a rompere loro i giochi. E come? Soccorrendo Conte e consentendogli di avere i numeri per fronteggiare gli attacchi concentrici di Lega e Italia Viva.

E qui entra in gioco l’indiscrezione de Il Fatto Quotidiano che invece evidenzia come in Forza Italia ci sarebbero una decina di senatori pronti a saltare la barricata: e che smentirebbero addirittura la notizia diffusa dai vertici del partito secondo cui, il voto favorevole al governo di Maria Rosaria Rossi sarebbe arrivato inaspettato: in realtà nel gruppo pare fossero diversi i senatori che sapevano della decisione della Rossi e che fino all’ultimo sarebbero stati pure tentati di seguirla. Come avrebbe lasciato intendere anche Renata Polverini, l’altra dissidente che ha sostenuto Conte alla Camera.

Andrea Causin, l’altro senatore azzurro che insieme alla Rossi ha votato la fiducia dichiara: “In Forza Italia ci sono tanti colleghi che pensano sia giusto quello che ho fatto. Otto-dieci senatori sono a disagio rispetto a una deriva fascio-leghista del centrodestra, ritengono che questo sia il momento della responsabilità”.

E a confermare l’effettiva possibilità che altri azzurri possano spostarsi verso la maggioranza è il senatore Luigi Vitali che, intervistato da Il Fatto, sembra dissociarsi pure dalla condanna che il partito ha pronunciato nei confronti dei due colleghi ribelli: “Io non stigmatizzo nessuno. Chi è senza peccato scagli la prima pietra“. E a proposito del disagio evidenziato da Causin aggiunge: “Qui ognuno ha il suo disagio. Io come la penso l’ho già detto in aula: è ormai chiaro che non si tornerà ad elezioni, e non sarebbe neanche opportuno per il Paese con una pandemia che provoca 500 morti al giorno. Il centrodestra non può prendersi responsabilità create da altri, quindi penso che la maggioranza debba ricompattarsi”.

In merito alla possibilità che altri parlamentari azzurri possano correre in soccorso di Conte, Vitali è ancora più enigmatico: “Chi lo può dire? Se non vogliono queste situazioni dovrebbero mettere il vincolo di mandato. In caso contrario dinamiche simili continueranno a verificarsi”. Insomma, la classica conferma che sembra non confermare nulla ma che sicuramente non smentisce niente.

Altro dettaglio interessante è rappresentato dal fatto che, tanto la senatrice Rossi che i vertici del partito, si sono affrettati a smentire che Berlusconi fosse al corrente dell’iniziativa della sua (ex?) fedelissima. Il numero due Antonio Tajani ha tenuto a specificare, prima ancora che gli venisse chiesto, che sarebbe stato proprio il leader forzista a sollecitare l’immediata espulsione della Rossi. Una corsa a mettere al riparo Berlusconi dai tanti sospetti sollevati da più parti, corsa che appare a sua volta molto, molto sospetta.

 

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Americo Mascarucci
Dal 1998 giornali e uffici stampa sono stati la mia casa, mi sono occupato di cronaca nera, bianca, rosa, rossa. Ho iniziato raccontando i fatti di paese e di provincia come corrispondente del quotidiano “Il Tempo” nella redazione a Viterbo, poi ho ottenuto l’assunzione in un giornale del gruppo Nuovo Oggi. Solo alla fine approdo nel meraviglioso mondo degli online che non ho più lasciato