Crisi di governo. Le ricette segrete dei partiti. Fuori Conte

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Consultazioni. Oggi secondo la scaletta formale del Quirinale toccherà alla sinistra, domani al centro-destra e ai 5Stelle; poi il capo dello Stato si prenderà il tempo necessario per decidere. Forse tutto il fine settimana.

La sensazione che si ha è che comunque, secondo una consolidata prassi costituzionale, il Colle potrebbe affidare il mandato esplorativo a Conte per verificare se ha ancora una maggioranza, e poi procederà oltre. Infatti, i giochi che si stanno facendo, salvo accordi e sorprese dell’ultima ora, sono nella direzione di un’alternativa all’attuale premier dimissionario.

Ma una cosa è certa: Mattarella questa volta la cosa l’ha presa sul serio. Anche la solennità dei passaggi dimostra che le scelte non saranno all’insegna di un semplice rimpasto, di una ammucchiata-minestrone di responsabili raccogliticci. Già in passato il presidente ha dovuto ingoiare governi non proprio ortodossi: gialloverdi, giallorossi, cioè la negazione del bipolarismo storico, della democrazia dell’alternanza, che almeno garantiva un po’ di coesione tra i partiti alleati. Uno stravolgimento indubbio della tradizione politica classica, nel nome di accordi del momento, detti “contrattuali” che poi, si sono rivelati liquidi, volubili, aleatori. Condannando l’Italia a una instabilità diffusa e permanente.

In queste ore la cronaca politica sarà all’insegna di toto-governi più o meno fantasiosi. E nessuno ha la sfera di cristallo per intuire se ci sarà un governo o se andremo al voto. Di sicuro ci sono tante partite in ballo e tanti veti incrociati che si moltiplicheranno. Ma è utile riassumere gli scenari possibili con le relative formule proposte. Un glossario della crisi e delle sue probabili soluzioni.

Dal cilindro dei partiti e del Quirinale potrebbero uscire i seguenti esecutivi:

1) Un governo di SALVEZZA NAZIONALE, con 5Stelle, Pd, Leu, responsabili, centristi, Udc e Cambiamo di Toti;

2) Un governo EUROPEISTA-REPUBBLICANO, con tutti dentro meno i sovranisti (ossia, Lega e Fdi);

3) Un governo “URSULA” (imitazione del governo Ue), con giallorossi, centristi, più Fi;

4) Un governo di UNITA’ NAZIONALE, con tutti i partiti, per salvare l’Italia;

5) Un governo TECNICO (Draghi, Cartabia, Visco), con esperti di area, ma non di partito;

6) Un governo che designi un NUOVO PREMIER GIALLOROSSO: stessa maggioranza giallorossa, con Iv che torna a Palazzo, ma fuori Conte (i nomi più accreditati sono: Zingaretti, Di Maio, Franceschini etc);

7) Un CONTE-TER, nel nome di una maggioranza patriottica Recovery, con i giallorossi, più Iv, responsabili e centristi, con qualche transfuga di Fi;

8) Un governo DI SCOPO, voluto da presidente della Repubblica, che dovrà occuparsi di Recovery, gestione-pandemica e poi portarci al voto, prima del semestre bianco.

Ovviamente se tutte queste formule dovessero risultare vane, non resterebbe che ricorrere alle urne. Ma al di là del centro-destra, unito formalmente sull’argomento, ma diviso sostanzialmente (visto che Berlusconi sembra propenso a un governo di salvezza nazionale, e Salvini in materia è molto ambiguo), nessuno pensa di chiudere anzitempo la legislatura: poltronismo, paura dei sovranisti, pretesa di rappresentare la volontà popolare.
Vada come vada, questa è una pagina molto nera della storia repubblicana.

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