Centrodestra, ormai è asse stretto fra Salvini e Berlusconi: e Silvio si prende la rivincita

Politica

C’era stata un’epoca recente nel centrodestra in cui la parola d’ordine era superare ed archiviare il berlusconismo.
Salvini e la Meloni non ne potevano più della presenza ingombrante di Silvio, del suo europeismo, del suo bon ton istituzionale, del suo moderatismo, al punto che, in quello che sembrava ormai un centrodestra a trazione sovranista, la presenza di Forza Italia veniva considerata alla stregua di un corpo estraneo. Accettata ma poco tollerata, mantenuta unicamente per vincere a livello territoriale. Ma erano più i punti di contrasto sui grandi temi nazionali ed internazionali che quelli di contatto. Tanto è vero che fra gli azzurri ad un certo punto ci fu chi, sentendosi indesiderato nella coalizione a trazione salviniana, ha iniziato a caldeggiare scissioni (da Brunetta alla Carfagna).

Ma ecco che adesso tutto è cambiato. Ora Berlusconi è tornato centrale in un centrodestra dove Salvini ha bisogno di appoggi per ottenere sostegno in Europa ed essere sdoganato. E al momento il leader forzista è l’unico che nel Partito Popolare europeo può perorare la causa.
La Lega, nei tredici mesi in cui è stata al governo con i 5 Stelle, ha respirato forte l’ostilità e lo scetticismo delle istituzioni europee nei confronti del Carroccio, fino a tirare un sospiro di sollievo alla caduta del Conte 1 e al successivo avvento del Conte 2: allarmati nella Ue dall’eventualità di elezioni anticipate che avrebbero portato Salvini a Palazzo Chigi.

In più, alle elezioni europee del 2019 dove la Lega ha ottenuto il 34%, non c’è stata l’onda sovranista che Salvini si aspettava e che aveva auspicato: i movimenti euroscettici sono usciti sì rafforzati, ma restando irrilevanti dentro un Parlamento europeo a maggioranza europeista.
Da quel momento è iniziata la nuova strategia di Salvini, il lento e graduale riposizionamento su posizioni moderate, fino alla rottura di ogni indugio a seguito della sconfitta di Donald Trump che era rimasto l’ultimo baluardo per i sovranisti europei.

Il sostegno al governo Draghi è diventata la classica “manna dal cielo”, l’occasione propizia per dimostrare all’Europa che della Lega ci si può fidare, che la stagione dell’euroscetticismo è archiviata, e che nessuno nel Carroccio si sogna più di promuovere Brexit all’italiana o ritorni alla lira.

Ma questa a pensarci bene è una vittoria di Berlusconi che da quando Salvini ha preso in mano la Lega ha sempre sostenuto che con l’antieuropeismo non si poteva governare e che le ricette sovraniste del Carroccio avevano le gambe corte, erano slogan elettorali privi di efficacia e soprattutto impossibili da realizzare.
E oggi, a distanza di anni, è Salvini stesso a riconoscerlo cambiando completamente il linguaggio leghista, aggiornandolo in chiave europea persino sul tema centrale dell a propria agenda: il contrasto all’immigrazione, con l’Europa che negli ultimi giorni è diventata un modello da seguire.

E se fino a non molto tempo fa l’obiettivo di Salvini e Meloni era marginalizzare Berlusconi e spartirsi le spoglie di una Forza Italia morente, ora ad essere marginalizzata è la Meloni dalla ritrovata sintonia fra Salvini e Berlusconi e dal tentativo di isolare le residue posizioni sovraniste che ancora albergano in Fratelli d’Italia. Che per la Lega è oggi il principale concorrente da temere e contrastare.
E così, come il figliol prodigo, Salvini è ritornato alla “casa del padre” bisognoso dell’aiuto del genitore per poter raggiungere i suoi scopi. Ovvero ripulire la propria immagine a Bruxelles e non avere troppi ostacoli quando alle prossime elezioni, in caso di vittoria del centrodestra, il leader leghista tenterà di stabilirsi a Palazzo Chigi.
E Berlusconi dal canto suo si sta prendendo la sua rivincita, dimostrando a Salvini che alla fine il vecchio Silvio è sempre l’uomo giusto al momento giusto. E meno male che Silvio c’è……

Condividi!

Tagged
Americo Mascarucci
Dal 1998 giornali e uffici stampa sono stati la mia casa, mi sono occupato di cronaca nera, bianca, rosa, rossa. Ho iniziato raccontando i fatti di paese e di provincia come corrispondente del quotidiano “Il Tempo” nella redazione a Viterbo, poi ho ottenuto l’assunzione in un giornale del gruppo Nuovo Oggi. Solo alla fine approdo nel meraviglioso mondo degli online che non ho più lasciato

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.