La rivoluzione impossibile

1 minuto di lettura

«Il miglior sedativo per le smanie rivoluzionarie consiste in una poltrona ministeriale che trasforma un insorto in un burocrate» diceva Giolitti.

Così è. Così ancora succede. Non credo ai rivoluzionari nei Palazzi come non credo alla riforma del sistema dall’interno. É il sistema che cambia o quantomeno influenza gli uomini, non il contrario.

E poi la penso come Fromm: “La concorrenza non era del tutto mancata nella società medioevale, ma il sistema economico feudale si fondava sul principio della collaborazione (corporazioni) ed era governato – o imprigionato – da norme che frenavano la concorrenza. Con l’ascesa del capitalismo questi principi medioevali cedettero sempre più al principio dell’iniziativa individuale. Ogni individuo doveva tentare la sorte: doveva nuotare o andare a fondo. Gli altri non erano alleati a lui in una comune iniziativa, e perciò diventavano concorrenti, e spesso gli si poneva la scelta di distruggerli o di esserne distrutto.

Il sentimento di isolamento e di impotenza nell’uomo moderno viene ancor più acuito dal carattere che hanno assunto tutti i suoi rapporti umani. Il concreto rapporto di un individuo con un altro ha perduto il suo carattere diretto e umano, e ha acquistato un carattere di manipolazione e strumentalità. Le leggi del mercato dominano tutti i rapporti sociali e personali”.

Fotografia piú che attuale.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Poste Italiane, crescita degli utili e dei ricavi nel Piano al 2024

Articolo successivo

Vaccini. Ema, AstraZeneca e quella comunicazione No-Vax dei Si-Vax

0  0,00