momendol si puo prendere con il viagra acquistare viagra online e sicuro comprar kamagra oral jelly españa farmaci per la cistite antibiotici antibiotico e pillola rapporti prima antibiotico a dieci anni in pastiglia comprare capsule edi magnesio erboristeria come antidepressivo kamagra gel acquista contrassegno disfunzione erettile farmaci da banco pastiglia antibiotico prendo la pillola ma devo prendere l'antibiotico pillole viagra rosa cialis tadalafil 5 mg prezzo antivirali pillole per erpes confezioni viagra originale viagra generico truffa antibiotico con tre pillole posso prendere il cialis essendo sotto cura di cortisone farmaci antidepressivi nebraxetina viagra online ricetta comprare cialis femminile forum prezzo antibiotico anale cost of antibiotics without insurance at walmart antibiotico claritromicina 500 mg prezzo dosaggio anticorpi antibiotici cialis 2.5 italia la pillola del giorno dopo e un antibiotico farmaco cialis a cosa serve cialis 05 mg prezzo cialis 10 mg prezzo on line quantoi costa il cialis farmacia online viagra europea costo cialis in moldavia lasix confezioni sul mercato prezzo cialis originale da 5 mg in farmacia

Governo. Ritorna la politica (peggiore). Tutti i giochi all’ombra di Draghi

5 minuti di lettura

Ogni processo politico prepara quello successivo. L’arrembante e imbarazzante incompetenza dei grillini al governo e l’atteggiamento notarile, classista, elitario e privo di idee del Pd, ha portato inesorabilmente al bisogno di Draghi, all’esigenza di assegnare e consegnare il governo della pandemia, della campagna vaccinale e dell’economia a un esperto, non importa di quale lobby e con quale impostazione, ma esperto.

La stessa comunicazione di Conte, incentrata sugli effetti speciali-napoleonici, architettata e gestita da Casalino, ha creato le condizioni per una diversa comunicazione, sobria, pratica, asciutta. Quella attuale di Palazzo Chigi. Ed è secondario se tutto questo lo ha già incarnato Monti, dopo la demonizzazione di Berlusconi (la mistica dello spread), e sappiamo anche come è andata a finire. Gli italiani e i media (interessati), come noto, hanno la memoria corta.
E come andrà a finire con l’uomo della Bce? Per ora il suo prestigio, il suo carisma e la sua esperienza stanno unendo partiti ormai allo stremo, senza più sangue nelle vene, senza visioni alte e ridotti a meri enti commerciali che occupano un brand e si limitano a soddisfare unicamente i loro target di riferimento. Nel quadro e nel perimetro di un consenso e di identità ormai liquide e tutte evanescenti: reggono per una sola stagione, raggiungono il massimo e poi si frantumano, si dissolvono.

La maggioranza draghiana ha consentito di costituire il governo e sarà certamente l’apripista della maggioranza presidenziale che verosimilmente servirà allo stesso premier per salire al Colle o per preparare la scena alla Cartabia, la prima donna che forse sarà il nuovo presidente della Repubblica.
Gli uomini di governo sono amici personali di Draghi (da Giorgetti a Brunetta), sono in linea con la sua strategia (i ministri fondamentali per gestire il Recovery e l’economia), o con Mattarella (ministri degli Interni, degli Esteri, della Salute).

Quanto durerà la luna di miele? Il tempo per scrivere il Recovery e varare qualche provvedimento, tipo Decreto Sostegni (siamo passati dalla parola ristori a sostegni, emblematica di un indubbio cambio di passo). Draghi ha detto che questo è il tempo di dare e che se la Ue non garantisce, faremo da soli. Un segnale vicino a Salvini che continua a fare il Capitano di lotta e di governo.

Una vicinanza post-sovranista che sta indisponendo la sinistra, che non sa come fare per recuperare il proprio consenso storico e sanare le tante, troppe ferite interne. E cosa ha trovato di meglio Letta? Riesumare vecchi cavalli di battaglia ideologici che confermano la lontananza dei dem dalla realtà: il voto ai sedicenni, lo ius soli e la polemica contro la Lega sullo stralcio delle cartelle esattoriali.
Ricevendo un’adeguata e speculare risposta da Salvini: “Stai sereno Enrico”, medesima frase-trappola che Renzi gli dedicò, qualche giorno prima di defenestrarlo.

E se il Pd piange, Iv non ride. Renzi è stato il protagonista assoluto degli ultimi mesi e pare non voler incassare il tesoretto della sua azione. Ha consentito la nascita del governo giallorosso, impendendo l’asse Salvini-Zingaretti che preferivano andare al voto; ha mandato a casa Conte e ora se ne va a spasso per il mondo, coltivando ambizioni da Onu, e nella sua assemblea ha rivolto un appello a Letta (suo nemico) di scrollarsi di dosso l’altro suo nemico, Conte, che si appresta a guidare il futuro Movimento2.0, liberale, moderato ed ecologista.
Cosa improbabile; primo, perché il nuovo reggente dem non si fida di Renzi, e secondo, perché vuole ricostruire un nuovo Ulivo prodiano con i 5stelle e Leu, reintroducendo il sistema elettorale maggioritario (un guaio per Iv, data al 2-3%).

Dove andrà Renzi? Visto che il centro è occupato da Conte e da Letta? Non può volare all’estrema sinistra, gli resta dunque l’area forzista-liberale. Ma sembra impossibile che Berlusconi ceda lo scettro moderato, proprio ora che anche la Lega l’ha seguito su tale strada.
Ma comunque vada, una cosa è certa: dopo la prima fase tecnica, la politica sta riprendendo piede, e al momento nel modo peggiore. E stanno cominciando i giochi all’ombra di Draghi. Un equilibrio precario che alla lunga potrebbe destabilizzarlo.

 

Fabio Torriero

Come giornalista, ho attraversato la comunicazione a 360 gradi (carta stampata, tv, radio, web). Ho lavorato presso Cenacoli, Fondazioni (Fare Futuro), sono stato spin doctor di ministri e leader politici, ho scritto una ventina di libri (politologia, riforme etc.) e i miei direttori storici e maestri sono stati Marcello Veneziani e Vittorio Feltri. Insegno all'Università comunicazione politica. Il giornalismo online è la mia ultima vocazione.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Ristori e sostegni agli stessi e i migliori che premiano i peggiori

Articolo successivo

M5S, Fico “Sì a un percorso comune con il Pd”

0  0,00