M5Stelle. Dopo la sentenza la guerra interna. Grillo in crisi, Conte in fuga

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Volevano aprire il Parlamento come una scatola di sardine e invece, il Parlamento li ha aperti, facendoli diventare, da forza alternativa al sistema dei corrotti, a partito istituzionale, che si avvia ad essere moderato, liberale ed ecologista.

Volevano insegnare al mondo la modernità della liquidità, della fluidità, non solo della partecipazione, ma anche e soprattutto, dei contenuti, delle idee, come il laicismo, il cosmopolitismo, il cittadino del mondo, ma hanno finito per allearsi col partito di Bibbiano, il Pd, simbolo di una storia solida, classica, antica. Volevano imprimere una svolta giustizialista al sistema e invece si sono scoperti garantisti, e anche qui, non solo per rivolgersi alla magistratura allo scopo di sanare le loro inestricabili e drammatiche problematiche interne, ma pure per le note vicende che hanno coinvolto il figlio del Grande Capo.
Infine, volevano semplificare la democrazia, trasformandola in digitale, ma poi la rete-sovrana si è rivoltata contro, dando luogo a tutta una serie di cause, rivendicazioni legali, tali da aggravare la già precaria organizzazione statutaria. Questa è la lettura che va data al tramonto dei grillini e della loro annunciata Quarta Repubblica (mai nata).

Come se non bastasse, il totale tradimento di ogni battaglia identitaria che li ha portati ad essere il primo partito alle ultime consultazioni politiche (No-Tav, No Tab, No-Vax, No-casta etc), tanto che oggi i sondaggi li danno al 15-16%; o gli effetti della loro incompetenza amministrativa e governativa che hanno creato le condizioni per l’arrivo dei veri competenti (alla Draghi); e come se non bastasse, la continua emorragia di deputati e senatori, ci si è messa perfino la sentenza della Corte di Appello di Cagliari che ha respinto il ricorso di Vito Crimi contro la nomina di un curatore speciale, nella causa intentata dalla consigliera regionale sarda Carla Cuccu.

Ora con tutta probabilità la Procura chiederà di votare il comitato direttivo, rimettendo in corsa tanti big allontanati, da Di Maio a Virginia Raggi, da Lucia Azzolina e Danilo Toninelli. Il Tribunale, infatti, ha confermato che Crimi non è il legale rappresentante del Movimento.

Apriti cielo, adesso si scatenerà una guerra di secessione e successione per l’incarico di Capo, si riapriranno i 1000 contenziosi intestini (dalle espulsioni al rapporto con Gian Roberto Casaleggio e la sua piattaforma Rousseau), complicando non poco l’arrivo di Conte, che non a caso in queste ultime ore è stato molto più prudente rispetto alle dichiarazioni e agli atteggiamenti trionfanti delle scorse settimane.
Se a ciò, aggiungiamo il progressivo e irreversibile appannamento dell’ex Guru, ex-Capo, ex-Garante, Grillo, il dato è tratto.
Da adesso in poi, tutti rialzeranno la cresta.

La considerazione finale da fare è il fallimento di un’idea, innovativa, ma che ha evidenziato per intero i suoi vulnus, specialmente se applicati alla politica, alla democrazia parlamentare che per sua natura è complessità, mediazione; cosa che il Movimento non è mai riuscito a capire e metabolizzare. Ci riferiamo al legame tra nomenklatura e democrazia digitale. Due bussole opposte non compatibili.

La nomenklatura, la responsabilità, l’esigenza di autorità verticale e di comando da una parte, che obbliga a una selezione meritocratica, e la democrazia digitale, dall’altra, che per definizione, esprime l’orizzontalità, l’uno vale uno, il fluire del consenso e la delega dal basso.
Questo fallimento può spiegare l’implosione dei 5Stelle anche dal punto di vista strutturale, non solo politico.
Ma per capirlo non ci voleva una sentenza del Tribunale, bastava leggere attentamente Rousseau. Il filosofo riteneva che la democrazia totale, fosse la forma di governo perfetto, “ma siccome gli uomini non sono perfetti, non sono dei, allora meglio un garante del popolo. Meglio il governo uno solo che rappresenta tutti”. Ecco, l’eterogenesi dei fini del Movimento.
Si salverà con Conte, ammesso che arrivi? Forse, ma sarà un’altra cosa.

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