Salvini sotto assedio: da Zaia a Fedriga è corsa a smarcarsi dal Capitano

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Sembra proprio che la Lega sia ormai sull’orlo di una crisi di nervi.

Mentre il segretario nazionale Matteo Salvini continua a manifestare scetticismo sull’estensione del green pass e a dirsi contrario all’obbligo vaccinale, dal Friuli Venezia Giulia arriva la proposta choc del governatore Massimiliano Fedriga; il quale arriva a proporre chiusure e restrizioni per i non vaccinati.

Il governatore leghista, oltre che presidente della propria regione, è anche e soprattutto il presidente della Conferenza delle Regioni, ragione per cui le sue dichiarazioni assumono un carattere ancora più dirompente. Il quotidiano Il Mattino riferisce che le parole di Fedriga sarebbero condivise dalla maggioranza del partito e che quindi la linea del “no green pass” sarebbe in netta minoranza.

Quello che invece traspare in tutta evidenza è come sia in atto una guerra nei confronti del quartier generale, ovvero dello stesso Matteo Salvini, da parte dei ministri e dei governatori, ormai facenti tutti capo alla cosiddetta “linea Giorgetti”, cioè alla componente draghiana del Carroccio.

Non si spiegherebbe altrimenti una proposta così chiaramente di rottura; perchè in questo caso non si tratta più di essere a favore o contro i vaccini, o di essere più o meno favorevoli all’utilizzo del green pass. Si tratta di andare contro la linea del segretario. Perché, proporre limitazioni e chiusure per i non vaccinati, significa smentire la posizione del leader, che oltre ad essersi detto favorevole a votare alcuni emendamenti di Fratelli d’Italia rivolti a mitigare l’impatto del green pass, ha ripetuto la sua contrarietà ad ogni tipo di obbligo o discriminazione.

Una dichiarazione quella del governatore del Friuli che naturalmente non è passata inosservata, e che è stata ovviamente letta da chi mastica anche un minimo di analisi politica, come un segnale di rottura nei confronti del segretario. Un passo forse troppo azzardato al punto che, poche ore dopo, lo stesso Fedriga è sceso in campo per difendere Salvini dagli attacchi del ministro Lamorgese e in qualche modo “risanare” la ferita. 

Proprio poche ore fa, ospite di Morning News, il programma di Canale 5, il governatore ha detto: “Io penso che sia stato fatto un gravissimo errore a cancellare i decreti Salvini. Lui aveva fatto delle norme e aveva portato avanti anche un’azione concreta quando era ministro dell’Interno per bloccare gli ingressi di irregolari e cercare di affrontare in modo netto e drastico l’immigrazione irregolare. Questo è fondamentale perché altrimenti rischiamo che chiunque venga in questo Paese venga senza permesso, ritenga possibile fare quello che vuole e questo è inaccettabile”. Un tentativo di addolcire la pillola e spegnere il fuoco delle polemiche parlando di immigrazione, ovvero del classico tema che serve ai leghisti per dimostrare che, pur stando nella grande ammucchiata draghiana, non hanno annacquato la loro identità e non vanno d’amore e d’accordo con il Pd?

Insomma, il clima è incandescente. Prima l’intervista di Luca Zaia al Corriere della Sera in cui arriva a sostenere che non esistono alternative al vaccino nella cura del Covid, mentre Salvini insiste nel dire che vanno sperimentate anche altre strade, poi Fedriga che, mentre il leader contesta l’estensione dell’obbligo del green pass, arriva a proporre di chiudere in casa i non vaccinati. Non ci vuole un genio per capire che “il Capitano” è sotto assedio, come ha giustamente evidenziato “Il Riformista”, e di come sia in atto nel Carroccio un’opa ostile di Draghi e company contro di lui. Obiettivo? Isolare l’anima “ribelle”, un tempo anti-euro e ora critica con la gestione dell’epidemia e tornare al partito del Nord, liberale, europeista e anti-sovranista. Progetto che appare irreversibile, al di là delle accelerate o delle frenate di turno. Ma è sempre più evidente che nella Lega c’è chi fra Draghi e Salvini ormai ha scelto il primo. 

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