Vaccini obbligatori. Quando il potere ha bisogno delle Brigate frittata

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Come abbiamo scritto l’altro giorno, le caratteristiche del pensiero unico, geneticamente totalitario, sono essenzialmente tre: schema “bene-male”, senza dialettica, confronto rispettoso, “demonizzazione-santificazione”, senza categorie intermedie o legate alle realtà, e individuazione di un “nemico-capro espiatorio”, su cui far pesare tutti i propri problemi, i fallimenti, le difficoltà del momento, i disegni politici, ideologici, culturali in atto e che magari non stanno riuscendo etc.

Nel passato le cause di ogni male per i nazisti erano gli ebrei, per i comunisti, i nemici del popolo, i reazionari, la borghesia, il capitalismo; per il fascismo il comunismo, e adesso, per l’attuale impostazione “etico-vaccinista” del governo, delle istituzioni sanitarie e dei media (divenuti in larga parte amplificatori del sistema), i cosiddetti no-vax.

Ribadiamo ancora una volta che in questa sede non si tratta di discutere sulla validità ed efficacia del vaccino, sulla realtà del virus (che nessuno nega), e sugli strumenti a disposizione per combatterlo. Ma semplicemente, come abbiamo fatto noi de Lo Speciale, il dovere di sollevare dubbi, esprimere perplessità, fare domande, nel nome della democrazia, del libero pensiero e della Costituzione. Criticare insomma, la gestione politica del Covid.

Consapevoli che nei momenti più delicati, di emergenza dei popoli, il ragionamento, la riflessione obiettiva e intellettuale, la coscienza critica del proprio tempo, sono purtroppo merce rara.
Nessuna difesa pregiudiziale quindi, dei no vax, ma pure nessun tappeto rosso al conformismo eterodiretto, basato sulla paura di morire della gente. Ma unicamente ricerca della verità.
Quello che non è sopportabile è la classificazione etnica negativa che si sta radicalizzando in guelfi e ghibellini, in una strisciante guerra civile per cui chi critica il Green Pass o l’obbligatorietà dei vaccini è un essere abietto, inferiore, la ragione del mancato freno alle varianti. Quando anche il professor Ricciardi ha detto che il virus se incontra una resistenza (il vaccinato) tende a modificarsi.

Il pensiero unico, inoltre, altro concetto acquisito e sperimentato nella storia, apre di fatto la strada a una forma di totalitarismo, o quanto meno a una sorta di direttorio emergenziale: si comprime la libertà, rimandandola a data da destinarsi, per ottenere in cambio la garanzia di una sicurezza immediata (dal virus).
E pure qui, con una strategia scientifica ben confezionata: si comincia con una comunicazione violenta (basta ricordare molti giudizi su chi non si vaccina, espressi in ogni panel tv, sui giornali, dalla politica, agli esperti). Violenza che crea ovviamente una violenza speculare, dei tanti imbecilli o frustrati che comunque sono in circolazione. Poi, si pompa a tavolino un pericolo quasi inesistente, per denigrarlo, deriderlo, ridicolizzarlo e ghettizzarlo.
Come è accaduto in occasione del rischio-blocco dei treni: la dimostrazione definitiva per i media della vacuità e marginalità dei no-vax, solo un giorno prima appositamente gonfiati e ipervalutati. Ma le Br annunciavano gli attentati? Meditiamo gente, meditiamo.

Infine, ultima puntata: retate ad opera delle istituzioni enfatizzate sui tg, atte a reprimere una probabile deriva terroristica. Ma avete ascoltato le “presunte” prove a carico dei “presunti” terroristi no-vax”, sorpresi con le mani nel sacco? Per carità, se ci sono reati, vanno colpiti, ma mettere al bando una persona perché in casa tiene una katana (magari è un cultore di arti marziali), o perché ha intenzione di lanciare le uova al ministro della Salute Speranza, azione che tra l’altro, non ha mai compiuto (un processo alle intenzioni via social), sfiora la farsa.
Le Brigate rosse non si sono risvegliate, cari governanti, semmai le Brigate frittata.

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