Quirinale. Conte pro-Silvio? Ma il vero nemico al momento è Letta

4 minuti di lettura

Da qualche mese si assiste alla resurrezione politica di Berlusconi. Naturalmente non stiamo parlando delle dichiarazioni d’ufficio o dei salamelecchi quotidiani dei suoi azzurri (devono farlo per ragioni professionali), ma della operazione “recupero usato sicuro”, che destra e sinistra hanno avviato sui media e non solo.

Una resurrezione eterodiretta, visto che il diretto interessato sta lavorando di suo, sognando il Quirinale e non nascondendo di voler completare, anzi concludere, la sua vicenda terrena, in questo modo, indipendentemente dalle sue condizioni di salute che non sembrano delle migliori.
Se la Lega e Fdi, sulla carta, condividono quella che resta l’ipotesi numero due (il Cavaliere al Colle), qualora non andasse in porto la soluzione numero uno (Draghi), certamente non sfuggirebbe a nessuno che sarebbe un candidato di bandiera, con tutte le controindicazioni del caso; ma hanno sorpreso e continuano a sorprendere le funamboliche aperture di Renzi, i silenzi-assensi di Letta (nel nome di una concertazione trasversale a priori) e soprattutto gli elogi di Conte.

Finite le campagne di demonizzazione antifascista, nei confronti di Arcore, il Caimano, l’incarnazione del male, del peggiore spirito italiota, sinonimo di corruzione e di degenerazione dei costumi?
Di solito quando Pd, Leu, e sinistra tosta, rivalutano qualcuno, lo fanno sempre per colpire il vero nemico. A suo tempo, fu esaltato Fini per colpire Berlusconi; poi, quando il risultato fu raggiunto, Fini sparì dalla circolazione; recentemente, tanto per confermare il teorema, c’è stato il caso della Meloni, elogiata in funzione anti-Salvini e poi massacrata prima del voto amministrativo, in quanto inesorabilmente “fascista”.
E pure ora il sospetto è che si usi Berlusconi, per rompere la compattezza del centro-destra e la forza della sua strategia per il Quirinale e per le prossime politiche, dove sembra (ma non è scontato), che lo schieramento possa prevalere sul centro-sinistra. Tradotto: Letta e Conte e Renzi, vogliono sfilare Berlusconi dalle trame del duo Salvini-Meloni. E lui sta al gioco?

Ma, dicevamo, ha colpito la non belligeranza di Conte, neo leader grillino, alle prese con la trasformazione del suo partito da rivoluzionario anti-sistema, a moderato, ecologista, liberale e alle prese con la diaspora interna dei parlamentari irriducibili.
Adesso l’ex premier dice che “rispetta Silvio e la sua sensibilità”. Un feeling nato dopo lo sconcertante sì dal secondo al reddito di cittadinanza, provvedimento visto sempre, negli anni passati, come fumo negli occhi dai liberisti di Fi e dai sovranisti. Ormai è noto, i due si sentono ripetutamente al telefono, si piacciono. Il Tempo si concentra pure sullo stile educato (barocco) simile.

Che partita sta disputando Conte? Al punto da smarcarsi da Travaglio, che, al contrario, da settimane sul suo giornale sta conducendo una battaglia vecchio scampo, contro il Cavaliere, in linea col Dna giustizialista e legalitario del primo grillismo?
L’unica cosa che si può dire è che Conte voglia distinguersi dall’area riformista, per non finire fagocitato dal Pd. Si chiama “lotta per l’egemonia”, per dare segnali in primis, interni al Movimento. Ma c’è un ma: come valori, Pd e 5Stelle sembrano fratelli gemelli. Sarà difficile unirsi restando divisi, o dividersi restando uniti.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Atlanta al tappeto, non bastano i 17 punti di Gallinari

Articolo successivo

Mazda2 Hybrid, la prima full-hybrid

0  0,00