Vaccini. Guerra civile tra italiani. Rispetto a Draghi meglio Conte

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Certe volte mi viene da rivalutare il lavoro di comunicazione che Casalino ha fatto a suo tempo con Conte. Anche se nel premier si coglieva quel posticcio che continua a caratterizzarlo (il “teorema pochette”), almeno gli effetti popolari della sua comunicazione erano in linea con l’emergenza di allora: paura e risposta.

Draghi, o chi per lui (parliamo di spin doctor, esperti, consiglieri etc), invece, non si sta dimostrando all’altezza del momento storico di passaggio (siamo già in un’altra fase rispetto all’Avvocato). Altro che “nonno per la Repubblica”, ma tecnico divisore, esclusivo e molto poco rispettoso della democrazia.

D’altra parte, la sua formazione e il suo percorso professionale e istituzionale di vertice non hanno mai previsto tale impaccio, tale dialettica, tale obbligo alla mediazione.
Possibile che frasi (vanno ricordate a futura memoria), come chi non si vaccina muore, o il green pass è il passaporto per far parte della vita sociale, e se continuano i contagi, la colpa è dei non vaccinati (il messaggio dell’ultima sua conferenza stampa), non siano state valutate nelle loro conseguenze da guerra civile e non da pacificazione nazionale?

Guerra civile scoppiata ormai da mesi, che vede una “razza superiore” usufruire dei privilegi e delle libertà (in pochi lo rammentano, previste dalla Costituzione, anche queste però, centellinate e schematizzate), e una “razza inferiore” che, da capro espiatorio assoluto, non merita la vita, deve pagarsi le cure mediche, non deve mangiare, lavorare, andare in giro (il nuovo apartheid).

Guerra civile e comodo alibi di fronte all’oggettiva impasse della campagna vaccinale. Siamo, va detto, ad un punto di non ritorno. Autorevoli medici (Pregliasco, Crisanti, per certi versi anche Bassetti e parecchi altri), stanno finalmente mettendo in discussione tutto l’armamentario religioso-salvifico, su cui è stata impostata la strategia di lotta al virus.
Il risultato è che oggi, le persone dotate di buon senso e non in preda al “delirio ideologico da ipocondria”, hanno capito perfettamente quello che andava comunicato con intelligenza fin dall’inizio: che i vaccini sono solo un freno (vanno compresi in un ventaglio terapeutico che contempla cure monoclonali, cure domiciliari, non quelle sbagliate del protocollo del ministero della Salute), che non sono la panacea religiosa per evitare il contagio. Hanno capito che i vaccinati si ammalano lo stesso, e non tutti in forma meno grave; che il Green pass, oltre a creare paurose e incostituzionali discriminazioni, ha originato false aspettative nella gente che si è andata a contagiare e ha contagiato (per questo Speranza è stato raggiunto da centinaia di denunce per procurata pandemia); che l’efficacia dei vaccini (di cui non si conoscono gli effetti tra anni) dura poco, che siamo condannati a bucarci ciclicamente (ammalando il nostro sistema immunitario); che le varianti non dipendono dai no vax, ma dai vaccinati (perché il virus per sopravvivere, quando incontra una resistenza si modifica e si indebolisce), che è un assurdo che un algoritmo preveda a priori (Green pass guariti valido per 6 mesi), la durata dell’immunità naturale (allo scopo evidente di fare subito altri vaccini).

E se la realtà e la verità sono queste, perché Draghi continua a comunicare in modo così direttoriale, non obiettivo, non scientifico? Che segnale vuole dare? A chi sta parlando? Dove vuol portarci? Circondato poi, dai soloni del Cts che, articolo di Franco Bechis, sul Tempo, hanno sbagliato i dati, pur di supportare le loro tesi, confondendo i contagiati dalla varante Delta con quelli di Omicron.
Se accostiamo poi, la campagna vaccinale obbligatoria, i legami stretti tra Bruxelles e Big Pharma, il Recovery, la prossima transizione energetica, non possiamo non comprendere quale enorme posta in gioco ci sia: la costruzione della società futura: un mix tra Orwel e Cina.

Domanda non peregrina: perché il Green pass è emesso dal ministero delle Finanze e non, come dovrebbe, dal ministero della Salute (un po’ come l’agenda delle priorità del Recovery, dove la salute è all’ultimo posto, e la Green Economy, la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale, sono ai primi posti)? Per caso, si vogliono attivare paurosi incroci di dati per premiare i cittadini virtuosi, disinfettati e omologati e colpire definitivamente i no vax?

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