Salvini alle “nozze” di Berlusconi senza la Meloni: prove tecniche di federazione?

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Galeotto fu il “finto matrimonio”, come lo hanno ribattezzato i giornali, fra Silvio Berlusconi e Marta Fascina, nozze simboliche che hanno ufficializzato la relazione fra i due. Qualcuno si è spinto a scrivere che il vero matrimonio è stato in realtà quello fra Berlusconi e Matteo Salvini, l’unico leader del centrodestra, non di Forza Italia, invitato alla cerimonia.

La presenza del leader leghista fra gli invitati “stretti” naturalmente è stata la notizia del giorno, visto che Giorgia Meloni al contrario non è stata invitata. E sebbene Antonio Tajani si sia affrettatto a chiarire che l’invito a Salvini non aveva alcun significato politico, ma era motivato unicamente dal rapporto di amicizia personale che lega i due leader del centrodestra, inutile tentare una chiave di lettura diversa da quella che tutti hanno dato: perché, ammesso e non concesso che Salvini sia stato effettivamente invitato soltanto come amico, ciò vuol dire che la Meloni non è considerata abbastanza amica dalle parti di Arcore.

Ora, pensare che effettivamente Berlusconi e Salvini abbiano voluto così lanciare un messaggio all’alleata forse è un po’ troppo azzardato, ma è evidente come l’alleanza di governo fra Lega e FI abbia accorciato notevolmente le distanze fra azzurri e Carroccio e aumentato invece il divario con il partito della Meloni. E non è certamente un segreto per nessuno che nel centrodestra abbia ripreso quota da tempo l’ipotesi della federazione, che ora sembra piacere tanto a Berlusconi che a Salvini, che sperano così di mettere in minoranza la Meloni e arginare l’avanzata di FdI; che stando ai sondaggi, è ormai il primo partito della coalizione anche con un certo distacco.

Tajani come detto ha gettato acqua sul fuoco delle polemiche, negando che l’invito di Berlusconi a Salvini nasconda uno sgarbo nei confronti della Meloni, anche se un messaggio alla leader di Fdi non manca di mandarlo, come riporta Il Giornale. Dice infatti il numero due degli azzurri: “Salvini penso sia stato invitato come amico. Con FdI noi siamo alleati leali ma penso che vadano cambiate alcune cose: noi non rinunciamo alla nostra identità, vogliamo confrontarci, parlare. Credo che la coalizione dovrà ripensarsi prima delle elezioni e senza FI non si vince e governa, se non si ha un ruolo solido con Bruxelles e Washington. Siamo leali, ma non rinunciamo alla nostra identità. Tutti i sondaggi ci premiamo, vogliamo essere protagonisti».

Insomma, la Meloni è avvisata. Certamente l’invito “amicale” di Berlusconi a Salvini si sta inserendo in un momento molto difficile e complicato per il centrodestra, dopo la vicenda del Quirinale e la riconferma di Mattarella; che se ha avvicinato ancora di più Lega e Forza Italia, che oggi nel governo sembrano agire “d’amore e d’accordo”, ha allontanato parecchio FdI dagli alleati.

In giro per l’Italia la coalizione è a pezzi, basti vedere quello che sta avvenendo in Sicilia, con il governatore uscente Nello Musumeci sostenuto dalla Meloni, assediato dai leghisti e dall’ala forzista che fa capo a Gianfranco Micciché, che hanno addirittura votato insieme alle opposizioni una norma che impedisce alla giunta di fare nomine da qui alle elezioni di autunno. Una situazione talmente esplosiva che ha costretto Berlusconi ad inviare in Sicilia Marcello dell’Utri in veste di mediatore, anche per ricucire Forza Italia spaccata in due, fra deputati regionali fedeli a Musumeci e altri invece legati a Micciché. Per non parlare di Viterbo dove Fratelli d’Italia ha messo in pista come candidato sindaco l’ex senatrice Laura Allegrini, che Lega e Fi hanno bocciato tentando altri tipi di alleanze.

Insomma, la concorrenza fra Salvini e Meloni per la guida del centrodestra è sempre più palese ed è dunque probabile che alla fine Berlusconi si sia convinto che fra i due alleati, “l’amico Matteo” sia quello più affidabile su cui puntare.

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