Governo. Il premier fa il Draghi con Conte e l’Agnello con Salvini

2 minuti di lettura

Quando Draghi bastona Conte, parallelamente cerca di blandire Salvini. Non è solo la “strategia del bilancino” per preservare la compattezza della maggioranza e la stabilità dell’esecutivo. C’è ben altro.

Quello che il premier teme maggiormente è la riproposizione, la riedizione, dello schema “giallo-verde”, il populismo di stampo riformista e di stampo sovranista, che ha connotato il Conte-1, e che ha rischiato di diventare un modello originale rispetto alla vecchia politica. Poi, sappiamo come è andata. Ma l’insidia è sempre in agguato. E Draghi sa perfettamente che quello schema è radicalmente alternativo al suo, e che se dovesse tornare in auge, verrebbe meno la sua legittimazione (il fallimento degli incompetenti, dell’uno vale uno e il conseguente arrivo in pompa magna dei tecnici), e il suo futuro: gestire l’emergenza pandemica, economica ed energetica per uniformare l’Italia al disegno di società voluto da Bruxelles (il Recovery Plan), e da quando c’è la guerra in Ucraina, pure da Biden.

Palazzo Chigi, infatti, vede come fumo negli occhi la “Strana Coppia2.0”. Salvini e Conte sono contrari alle nuove armi da inviare a Kiev e pretendono che sulla politica estera, e non solo, il premier venga in Aula. Una coppia che già qualche settimana fa ha avuto modo di convergere (temi sociali, le tasse etc).
E allora, per rompere questo redivivo asse, ha pensato bene martedì di smarcarsi ulteriormente da Conte, abbracciando ancora una volta Salvini.

E come l’ha fatto? In modo arrogante e maldestro. Come suo solito da un po’ di tempo. Di fronte a un parlamento europeo vuoto e scettico, ha ripetuto per filo e per segno lo stesso discorso pronunciato quando chiese la fiducia per il suo governo nel febbraio 2021, ossia la modifica del trattato di Dublino per quanto riguarda la gestione dei migranti (“Dobbiamo definire un meccanismo europeo più efficace per gestire i flussi migratori superando la logica del paese di primo approdo e rafforzare gli accordi di rimpatrio”). Non a caso ha scelto un tema grave: gli sbarchi clandestini da noi, rispetto al 2020, sono triplicati.

Ma è il classico colpo al cerchio e uno alla botte. Tradotto: un’Europa delle caste, dei banchieri, della finanza che commissaria la politica, ma con un pizzico di solidarietà. Che però, non dividerà grillini e leghisti.
Anzi, più massacra Conte e più i suoi usciranno dal bipolarismo che il duo Letta-Draghi hanno apparecchiato con tanta cura: centro-destra contro centro-sinistra riformista (con Pd e 5Stelle).
E su quali argomenti si sta giocando questa partita? Sulle armi in Ucraina, sul superbonus (“l’agevolazione al 110% – ha detto Super-Mario – ha fatto triplicare i costi degli interventi perché nessuno ha interesse ad abbassare i prezzi”) e, new entry, sul termovalorizzatore di Roma.
Ma a quanto pare Conte non vuole cedere, ha ribadito che non intende cedere ai ricatti e ha promesso battaglia.
Come finirà? Cade il governo, la coppia ci ripenserà? Tutto è possibile. Ma le elezioni incombono e la campagna elettorale è ufficialmente partita.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Ucraina, a Mariupol non si ferma la battaglia dell’Azovstal

Articolo successivo

Dl Aiuti, Gelmini “Sostegno a famiglie e imprese senza nuovo debito”

0  0,00